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Sede Aipa di via Michele Papa

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Periodo nero per i 56 dipendenti ‘Mazal’: non prendono lo stipendio da quattro mesi

L’organizzazione sindacale che rappresenta i lavoratori ha indetto lo stato di agitazione dal 10 giugno. In assenza di prospettive si passerà alla proclamazione dello sciopero

Non ricevono le retribuzioni da ormai quattro mesi: sono i 56 dipendenti della filiale foggiana della Mazal Global Solution, la società che si occupa della gestione del servizio di riscossione tributi. “Allo stato attuale non v'è alcun minimo segnale da parte dell'attuale commissario Fabbri, teso a discutere e programmare un piano di rientro per gli stipendi non pagati, ne tantomeno volto a discutere una prospettiva futura che ad oggi sembra sempre più nera” ci riferisce Alessandro Ferrante della UILTuCS, l'organizzazione sindacale che rappresenta i lavoratori nella vertenza e che dal 10 giugno ha indetto uno stato di agitazione. Stato di agitazione che prevede un iniziale tentativo di conciliazione e procedura di raffreddamento, tramite del Prefetto, che entro dieci giorni dovrebbe convocare le parti, al fine di "raggiungere un accordo" che porti ai lavoratori un po’ di serenità che manca da parecchio tempo.

Ferrante evidenzia come la vicenda sia abbastanza complessa: “Il MISE, pare, debba nominare l'amministratore della Amministrazione Straordinaria, cui sia Aipa che Mazal hanno congiuntamente fatto richiesta. Questa nomina tarda ad arrivare, impedendo a noi lavoratori, di fatto, di avere un valido interlocutore (l'attuale commissario nominato dal tribunale, Fabbri, non si assume le responsabilità legate ai dipendenti), sia per ciò che attiene al pagamento degli arretrati che  per l'immediato futuro”.

Nel caso in cui attraverso questa procedura di raffreddamento, non si riesca ad addivenire ad un accordo,
verrà proclamato lo sciopero. Punto sul quale il sindacalista precisa: “Al di là delle tante sciocchezze lette ed ascoltate su di noi negli ultimi tempi, ci tengo a precisare da lavoratore e da rappresentante sindacale, che, i 56 dipendenti della Mazal di Foggia, hanno garantito e continuano a garantire il servizio in un settore fondamentale e centrale per un comune. Lavorare nel settore dei tributi, è un impegno che richiede professionalità e competenza, elementi che i dipendenti non hanno mai fatto venir meno, anche in assenza di una giusta retribuzione da più di quattro mesi”.

In assenza di prospettive si passerà alla proclamazione dello sciopero: “Non siamo affatto fiduciosi, ma un piccolo barlume di speranza che qualcuno possa prendere davvero a cuore le nostre sorti lo abbiamo ancora. Noi non molliamo, continueremo a garantire il servizio alla città, ai contribuenti, perché la nostra etica ce lo impone, e perché non è giusto che a pagare sia la città, ma è alla stessa che ci rivolgiamo affinché possa comprendere che eventuali azioni dimostrative che possano in un immediato futuro produrre dei disservizi, non sono atte a recare un danno, ma a rivendicare un diritto”

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