Devono recuperare 6 mensilità: gli operatori della casa di riposo 'Anna Rizzi' incrociano le braccia

La preoccupazione delle organizzazioni sindacali: "Il breve confronto non ha portato ad alcun risultato tangibile e si auspica il reale interessamento del Comune di Manfredonia nonché del fondamentale supporto della Regione Puglia"

Lo sciopero del 13 giugno

Venti operatori impegnati nei servizi di assistenza alla persona, cura anziani, servizi infermieristici, lavanderia e stireria, pulizie di tutti gli spazi e connessi alla Casa di Riposo Anna Rizzi di Manfredonia hanno incrociato le braccia, lo scorso martedì, 13 giugno.

Una giornata di sciopero inevitabile, secondo i sindacati, per rivendicare l'annoso problema relativo al recupero di 6 mensilità arretrate non percepite dalla Cooperativa Carmine, appartenente al Consorzio Re Manfredi alla quale l'ASP SMAR – Casa di Riposo di Manfredonia guidata dal commissario pro-tempore, la dottoressa Egidio, ha affidato i servizi predetti.

"Le estenuanti trattative sia in sede sindacale che in sede istituzionale presso la Prefettura di Foggia – afferma il Segretario Generale della Cisl, Piacquaddio – per ricercare una soluzione di rientro plausibile al fine di far il recuperare gli stipendi arretrati, e che il Consorzio Re Manfredi si impegnava per il tramite di un'altra Cooperativa ad essa consorziata ad erogare in maniera regolare gli emolumenti stipendiali fino ad un massimo di 6 mensilità, non ha sortito effetto positivo in quanto la committenza, Casa di Riposo Anna Rizzi, non poteva garantire il saldo delle fatture con ritardo massimo di 6 mesi".

"Tale proposta sembrava essere un'ancora di salvataggio e di respiro anche per la stessa Committenza ma, quest'ultima, pur apprezzando tale proposta non ha potuto garantire l'impegno in quanto i presupposti da parte dell'Ente Comune di Manfredonia che compartecipa al finanziamento unitamente alle rette mensili degli ospiti per il funzionamento della Casa di Riposo non è stato assicurato", continua.

Le lavoratrici e i lavoratori - che già in passato hanno subito forti disagi economici con la precedente cooperativa 'Sanitas', costringendo loro ad attivarsi giudizialmente per le spettanze retributive e agendo solidalmente nei confronti anche del Comune di Manfredonia - hanno ottenuto un pignoramento a loro favore presso la Tesoreria dell'Ente Comune la cui procedura è stata seguita anche da fornitori ed altre società ai quali non sono state saldate le fatture pur avendo regolarmente espletato i servizi affidati (Cir Food per servizio mensa all'interno della Casa di Riposo).

Nel corso della manifestazione di sciopero, i rappresentanti sindacali delle segreterie della Fisascat Cisl e Confial, rispettivamente Piacquaddio e Ciociola, sono stati invitati dal Commissario Egidio ad un confronto per ricercare una soluzione-accordo che potesse tenere in piedi economicamente la struttura senza tralasciare gli interessi rivendicati dalle lavoratici e lavoratori per le loro spettanze e, non da ultimo, le vitali esigenze di regolare svolgimento delle attività all'interno della Casa di Riposo per la fondamentale tranquillità degli ospiti anziani.

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"Il breve confronto - proseguono i sindacalisti - non ha portato ad alcun risultato tangibile e si auspica il reale interessamento dell'Ente Comune di Manfredonia nonché del fondamentale supporto della Regione Puglia. Le organizzazioni sindacali, pertanto, esprimono forti preoccupazioni per il futuro della Casa di Riposo, della salvaguardia dei livelli occupazionali comprendendo anche gli attuali dipendenti di ruolo".

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