Scuola, protestano addetti alle pulizie. I sindacati: "Vertenza riguarda 500 famiglie"

Martedì 26 novembre braccia incrociate davanti al Palazzo del Governo, a Foggia. Filcams Cgil, Uiltucs Uil e Fisascat Cisl al fianco dei lavoratori

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Martedì 26 novembre, a partire dalle 9, i lavoratori addetti alle pulizie delle scuole incroceranno le braccia davanti alla Prefettura di Foggia, insieme a Filcams Cgil, Uiltucs Uil e Fisascat Cisl, i cui rappresentanti hanno chiesto di essere ricevuti dal Prefetto Luisa Latella con una delegazione di lavoratori.

Le segreterie provinciali delle sigle sindacali di Foggia, infatti,  sollecitano le istituzioni e l’opinione pubblica ad accendere i riflettori sulla vertenza riguardante il personale impiegato negli appalti per i servizi di pulizie degli istituti scolastici. Una vicenda che riguarda circa 500 famiglie nella sola provincia di Foggia.

Nell’ambito della gara Consip, infatti, il “lotto Puglia” è stato aggiudicato alla Dussmann, con un ribasso di oltre il 50% sulla base d’asta. Un esito che avrà conseguenze drammatiche sui livelli occupazionali e di reddito dei lavoratori addetti al servizio, i quali rischiano pesanti decurtazioni dell’orario di lavoro e, conseguentemente, della retribuzione.

In molti casi, inoltre, si tratta dell’unica fonte di sostentamento per interi nuclei familiari, i quali rischiano di vedersi scagliati ai margini della soglia di povertà, anche in considerazione del fatto che numerosi lavoratori sono assunti con contratti di lavoro a tempo parziale.

Le organizzazioni nazionali di Filcams, Fisascat e Uiltucs, in una serie di ripetuti incontri con il Ministero dell’Istruzione, hanno chiesto allo stesso Ministero di provvedere all’incremento del fondo destinato agli appalti, allo scopo di scongiurare un ulteriore impoverimento di questi lavoratori, le cui retribuzioni, già ora, si aggirano mediamente tra i 450 ed i 650 euro al mese. Tuttavia la richiesta delle organizzazioni sindacali ha, finora, avuto esito negativo da parte del dicastero.

Il rischio, concreto, fatta salva la già intervenuta proroga del servizio alle condizioni previste dal vecchio appalto fino al 31 dicembre 2013, è che a partire dal primo gennaio 2014 i lavoratori si trovino costretti a pagare le conseguenze di una gestione scellerata dell’appalto da parte della Consip e del MIUR.

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