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Venerdì, 19 Aprile 2024
Economia

Finalmente il Piano di Zona: le "rivoluzioni" che rimettono in moto Foggia. E "non è un libro dei sogni"

Riaprono il centro diurno al Rione Candelaro e il centro per anziani Palmisano

“Spero riusciremo a fare qualche piccola rivoluzione”. Con queste parole che, dopo tempi bui, suonano come un giro di vite nelle Politiche Sociali, la dirigente Serafina Croce, arrivata al Comune di Foggia da meno di tre mesi, introduce l’ultima tappa del percorso di programmazione partecipata per la stesura del quinto Piano Sociale di Zona 2022-2024.

Ha lasciato la ‘comfort zone’ di Lucera e ha ricevuto una “accoglienza commovente”. Tesse le lodi del segretario generale Maria Giuseppina D'Ambrosio, che per sei mesi ha gestito il Servizio Sociale e Prevenzione ad interim: “Ha portato avanti un lavoro enorme, è andata come un treno”.

È Maria Rosaria Bianchi, responsabile dell’Ufficio di Piano, a illustrare nel dettaglio gli esiti della concertazione avviata a settembre. Al tavolo di co-progettazione, per le diverse aree tematiche, hanno partecipato Dario Palma, Carmen Battiante e Giovanni Totta. Dopo le osservazioni pervenute, si conclude oggi la fase di programmazione e progettazione, con l’assistenza tecnica di Euromediterranea. L’iter prevede ora la verifica della Regione Puglia, prima dell’approvazione da parte del Comune capofila dell’Ambito Territoriale di Foggia.

Le risorse fin qui programmate ammontano a oltre 23 milioni di euro, il budget del fondo unico di ambito sale fino a 29 milioni. Tecnicamente, poi, bisogna scindere, per esempio, le risorse già spese derivanti dal precedente ciclo di programmazione, residui del 2020 e 2021, quando la pandemia ha imposto lo stop forzato. Il Comune ha investito per 3 anni oltre 5,5 milioni di risorse proprie.

Solo buone notizie nella sede dei Servizi Sociali di via Fuiani, e anche gli operatori del terzo settore ed esperti, una trentina in sala, sembrano tirare un mezzo sospiro di sollievo, per quanto espongano le criticità che tuttora affronta il mondo del volontariato e della cooperazione sociale. Sono quelle persone che mettono cuore e passione in quello che fanno, in un territorio in cui, come osserva uno degli addetti ai lavori, soprattutto nel post Covid si è acuita la povertà, anche quella culturale. “Ci sono famiglie che non sanno di poter usufruire dei servizi, abbandonate”, ricorda.

Riaprirà il centro per anziani Palmisano, annunciano, ed anche il centro diurno polivalente comunale delle cosiddette piastre del quartiere Candelaro. “Stiamo lavorando per l’attività autorizzatoria al funzionamento”, fa sapere la dirigente Croce. Le interlocuzioni con la Regione Puglia, insomma, sembrano andare a buon fine. Tant’è che i costi di gestione sono già inseriti nel Piano Sociale di Zona.

Grandi aspettative sono riposte nel centro polivalente per minori che sarà realizzato nell’ambito del programma di riqualificazione urbana ‘Da periferia a periferia’: una struttura di tremila metri quadrati con un orto urbano. È stata inserita nel Piano anche la sperimentazione di percorsi di inclusione e inserimento lavorativo con domotica e attività formative per sei persone con disabilità nella comunità residenziale di Posta Conca, il ‘Dopo di noi’. L’ex scuola dell’infanzia Arpi, invece, si apprende oggi, sarà ristrutturata e diventerà una ‘stazione di posta’ per senza fissa dimora e soggetti svantaggiati, con servizi come un piccolo dormitorio e la mensa.

E sull’emergenza freddo Domenico La Marca, chiamato a intervenire, può raccontare una best practice. Nel mese di febbraio, con i Servizi Sociali, è stato convocato un incontro con la partecipazione di diverse realtà che si occupano di poveri: parrocchie, Caritas, Fratelli della Stazione. Hanno condiviso le risorse a disposizione e, coordinandosi, hanno risposto alle esigenze. La Fondazione dei Monti Uniti e i Fratelli della Stazione, investendo proprie risorse, hanno messo a disposizione posti in B&B, la parrocchia Gesù e Maria i suoi. Hanno già programmato a settembre l’incontro per l’emergenza freddo, per capire come affrontarla anzitempo insieme al Comune, che ha messo a disposizione risorse anche attraverso il Pis per quasi 900mila euro. Resta il problema della convalescenza dei senza fissa dimora dimessi dall’ospedale, perché mancano operatori sociosanitari nelle strutture di accoglienza.

Le cifre del Piano Sociale di Zona evidenziano anche nuove emergenze: si registra “un notevole aumento dei bambini autistici nelle scuole”, evidenzia Maria Rosaria Bianchi. Per questo motivo dalla Regione sono arrivati altri fondi. Alert anche sulla violenza di genere. E poi c’è un dato che riguarda, invece, il personale: “Non si blocca l’emorragia”. Gli assistenti sociali “vanno a ruba”. Ultimamente, per sei posti se ne sono presentati tre. E poi ci sono le mobilità: non si fa in tempo a formare i nuovi assunti pescati dalle graduatorie di altri enti che cercano di riavvicinarsi a casa.

Sono tanti gli input che arrivano solo dai numeri e dalle linee guida del Piano Sociale di Zona. “Non vi abbiamo presentato un libro dei sogni”, garantisce la dirigente Serafina Croce. E i tecnici comunali sembrano impazienti di illustrarlo alla città.

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