Patto per la Puglia, per il Gargano e la Capitanata non è detta l’ultima parola

Il consigliere regionale Paolo Campo: “Ci si occupi e preoccupi di far avanzare opere che abbiano strategicità per la Capitanata e la Puglia”

Paolo Campo

Paolo Campo cerca di scacciare le preoccupazioni derivanti dal ‘Patto per la Puglia, che di fatto taglia fuori il Gargano e la provincia di Foggia dai finanziamenti. Il vicepresidente della commissione ‘Affari istituzionali’ del Consiglio regionale, riconosce la grande opportunità “a patto che ci si occupi e preoccupi di far avanzare opere che abbiano strategicità per la Capitanata e la Puglia e non di far svettare il campanile”.

Campo sottolinea: “E' fuori di dubbio che la versione attuale sia stata condizionata dalla significativa riduzione delle risorse pubbliche disponibili e dalla contrazione dei tempi della decisione. Tanto è vero che non tutti gli assessori erano presenti alla seduta di Giunta che ha deliberato il Patto per la Puglia”.

Poi evidenzia: “Ciò non pregiudica alcuna scelta fatta in passato a livello territoriale con il grande lavoro di concertazione e programmazione da cui è scaturita la pianificazione strategica Capitanata 2020, in larga parte colto nel documento approvato. L'ipotesi di piano può e deve essere migliorata. Ne sono convinto ed ho espresso questa opinione nel gruppo del Partito Democratico e nel confronto interno alla maggioranza, riscontrando la sincera condivisione anche del presidente della Regione”.

Il consigliere regionale rilancia: “Sono fermamente convinto che esistano tutte e per intero le condizioni per ottenere la valorizzazione del movimento turistico e il riassetto urbanistico connessi al progetto del Treno-Tram e della piattaforma intermodale di Incoronata. Certo non perché rappresentano i desiderata del territorio; ma perché sono progetti e proiezioni lungamente meditate e di grande impatto per l'intera Puglia, riconoscendo alla Capitanata il ruolo strategico di cerniera di rotte e corridoi europei”.

L’esponente di Manfredonia conclude: “Ci sono tutte le condizioni affinché il tema possa essere rapidamente ripreso e assolto; evitando le polemiche e impegnandoci tutti nel lavoro di approfondimento di questioni che, per ragioni contingenti, non è stato svolto fino in fondo. Allo stesso modo, sono convinto che le scelte fondamentali sull'assetto infrastrutturale della Capitanata non possano essere rimesse alla ricerca di ulteriori fondi o all'elaborazione di strumenti di cui non c'è contezza, nè tantomeno possono essere affidati alla generosità e alla creatività di soggetti territoriali privati. A me non pare che il sistema imprenditoriale locale e regionale sia in grado di sostenere fino in fondo lo sforzo finanziario necessario, altrimenti non staremmo qui a parlare della necessità di fondi pubblici per lo sviluppo della Capitanata e della Puglia”

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