Gargano alluvionato fuori dal Fondo di solidarietà europea. Bordo: “Ecco perché”

Per il parlamentare manfredoniano chi specula è ignorante o in cattiva fede. Il motivo? “La stima dei danni è inferiore alla soglia di attivazione del Fondo di Solidarietà per catastrofi regionali”

Immagine di repertorio

Il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera ed esponente del PD, Michele Bordo, prova a spiegare perché il Governo Renzi non ha potuto inserire la Puglia (e quindi il Gargano) tra le zone cui destinare le risorse assegnate dal Fondo di solidarietà europea: "Purtroppo c'è qualcuno che continua ancora a speculare, e non per solidarietà nei confronti delle popolazioni colpite ma per becera propaganda elettorale, sull'alluvione del Gargano. Chi soffia sul fuoco delle polemiche è però in cattiva fede o peggio ancora ignorante. Dovrebbe sapere, infatti, che il Governo, che a fine ottobre ha dichiarato lo stato d'emergenza per le zone interessate, non ha scelto arbitrariamente di escludere la Puglia dal Fondo di Solidarietà dell'Unione europea a vantaggio di altre Regioni, ma si è solo attenuto alle norme comunitarie che regolano l'attivazione di quel Fondo. Può non piacere, ma questa è la realtà. Il governo Renzi quindi non c’entra assolutamente niente".

Il 9 aprile scorso, era stato il senatore di Forza Italia, Lucio Tarquinio, a sottolineare la questione: "Ancora una volta il governo si dimentica del Gargano e dei suoi problemi connessi alla ricostruzione post-alluvione. Nei primi giorni del mese di settembre 2014, infatti, il Gargano fu flagellato da un'intensa alluvione che provocò danni, secondo le prime stime della Regione, per oltre 240 milioni di euro. A febbraio scorso il governo non ha ritenuto di inserire il Gargano tra le zone cui destinare le risorse assegnate dal Fondo di solidarietà europea. Oggi è arrivata la beffa, il Gargano viene dimenticato dalla Commissione Ue che invece ha  assegnato 56 milioni di euro in favore di cinque regioni italiane (Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Toscana) anch'esse colpite da alluvioni che hanno causato  frane e smottamenti. Il governo ed il segretario del Pd della Puglia, Michele Emiliano, devono dare una spiegazione di quanto avvenuto".

Prosegue Michele Bordo: “Se chi specula avesse approfondito la questione avrebbe infatti scoperto che il 28 giugno 2014 è entrato in vigore il Regolamento Ue n.661/2014 che, modificando il Regolamento (CE) n. 2012/2002, ha introdotto la fattispecie di 'catastrofe naturale regionale' che comprende qualsiasi catastrofe naturale che provochi danni diretti superiori all'1,5% del Pil di una regione. In base alla tabella esplicativa della direzione generale politiche Regionali della Commissione Ue, per la Puglia questa soglia ammonta a oltre un miliardo di euro".

Il parlamentare di Manfredonia conclude: "La stima dei danni provocati dall'alluvione del settembre scorso, fatta dalla Regione Puglia, ammonta invece a 313.683.856,58 euro, risultando quindi molto inferiore alla soglia necessaria per attivare il Fondo di Solidarietà per le 'catastrofi regionali'. Pertanto, numeri alla mano, per la Puglia non sussistevano le condizioni per presentare istanza di attivazione del Fondo. Nessuna esclusione del Gargano, dunque, e soprattutto nessuna sorpresa visto che, sia i comuni interessati dall'alluvione che la Prefettura di Foggia, già lo scorso 2 ottobre avevano ricevuto sulla questione una nota esplicativa da parte del dipartimento della Protezione Civile. Dispiace che parlamentari nazionali, e anche qualche assessore regionale pugliese, continuino a parlare a sproposito nonostante abbiano una scarsa conoscenza dei fatti".

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