Ecco la firma che fa la storia: parte ufficialmente l'opera di recupero dell'ex idroscalo

Firmato oggi il protocollo d'intesa tra il sindaco Claudio Costanzucci e il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta. L’area demaniale, che sarà oggetto di un piano di accelerazione e di investimenti nazionali e stranieri, è ampia 350mila metri quadrati per una superficie coperta di 17.700 metri quadrati

“Una firma storica quella di oggi a Cagnano Varano tra il sindaco Claudio Costanzucci e il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta. Inizia oggi l’opera di recupero dell’Ex Idroscalo Ivo Monti San Nicola Imbuti sul lago di Cagnano Varano per restituirlo alla sua comunità. Da più di un anno si è al lavoro con il generale Giancarlo Gambardella, a capo della task force per la valorizzazione e la dismissione degli immobili non residenziali della Difesa, per rendere il sito, abbandonato dal Dopoguerra, un punto di riferimento certo e immediato per il riuso del patrimonio immobiliare del Dicastero. Il progetto dell’idroscalo, che è sul tavolo del Contratto Istituzionale di Sviluppo del premier Giuseppe Conte e di Invitalia, nel suo insieme prevede lo sviluppo turistico del complesso dei laghi costieri e di Varano in particolare. Progetti come quello di oggi servono a portare sviluppo e sicurezza e il Governo ha dimostrato di saper collaborare col territorio, portando tutti ad un successo assicurato”.

È questo il commento dell’onorevole del M5S Giorgio Lovecchio, dopo la firma del protocollo d’intesa per la valorizzazione e la rigenerazione dell’area militare denominata «Ex Idroscalo Ivo Monti». Con lui anche le deputate Marialuisa Faro e Francesca Troiano.

L’area demaniale, che sarà oggetto di un piano di accelerazione e di investimenti nazionali e stranieri, è ampia 350mila metri quadrati per una superficie coperta di 17.700 metri quadrati. La base militare, come è noto, ha assunto importanti funzioni nel conflitto Italo-Austriaco ma a guerra finita molte opere non furono più ultimate. Funzionò anche nel secondo conflitto mondiale ma da allora cadde in disuso.

“La presenza dei vertici nazionali sul nostro territorio è un segnale di estremo interesse- prosegue l’onorevole Lovecchio- il progetto di sviluppo ha un duplice motivo di orgoglio: la Difesa ridurrà i suoi costi, risparmiando risorse che potranno essere reinvestite per i nostri militari; e il territorio, se ben sfrutterà questa occasione, avrà un nuovo polo attrattivo in una zona finora per nulla conosciuta dai visitatori e mai inserita nelle tappe e nelle mete turistiche. Mi piace sottolineare l’intento del Dicastero, guidato dal Ministro Trenta, che sta cercando le soluzioni più idonee per riconsegnare al territorio le risorse che la Difesa non utilizza più. Si tratta di immobili pubblici, beni comuni, e quindi della collettività ed è essenziale che il loro riutilizzo intelligente, quale può essere la realizzazione di un polo alberghiero turistico come in questo caso, possa diventare elemento trainante per la crescita di tutto il Gargano Nord e per l’occupazione”.

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