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"Sarebbe una ingiustizia", arriva il "No" di sindacati e forze datoriali all'Igp sul pomodoro di Napoli: "Deve essere di Foggia"

Lo dicono insieme a gran voce Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil, Confagricoltura, Coldiretti e Cia di Foggia: "I dati parlano chiaro: oltre il 90 per cento della produzione nazionale del pomodoro lungo è concentrato in Capitanata, la nostra terra offre questo prodotto d’eccellenza che rappresenta una ricchezza inestimabile"

“L’IGP sul pomodoro non può che essere della Capitanata, non certo di Napoli. Non ci serve farci promotori di lotte di campanilismo, ma rivendicare con tutte le nostre forze, giustezza, giustizia, rigore, ovvietà: l’Indicazione Geografica Protetta sul pomodoro deve essere di Foggia!”

Lo dicono insieme a gran voce Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil, Confagricoltura, Coldiretti e Cia di Foggia. “Abbiamo dovuto difendere per anni la bontà e la risorsa del nostro ‘oro rosso’ che veniva trasportato altrove perché l’inerzia generale impediva la nascita di aziende di trasformazione del pomodoro foggiano, nonostante una rinomanza ed un valore assoluto riconosciuto universalmente. È ora che venga decretato ufficialmente questo valore e ci uniamo allo sforzo che l’Assessore Regionale Donato Pentassuglia sta sostenendo opponendosi al conferimento dell’IGP al pomodoro di Napoli – affermano all’unisono i rappresentanti delle forze sindacali e datoriali di Foggia Daniele Iacovelli, Donato Di Lella e Antonio Castriotta, segretari generali della Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, Filippo Schiavone Presidente Confagricoltura, Marino Pilati Direttore di Coldiretti e Michele Ferrandino Presidente Cia –. I dati parlano chiaro: oltre il 90 per cento della produzione nazionale del pomodoro lungo è concentrato in Capitanata, la nostra terra offre questo prodotto d’eccellenza che rappresenta una ricchezza inestimabile, proprio la Campania preleva e trasporta nelle sue aziende il pomodoro di Foggia con numeri rilevanti e conferire l’Igp a Napoli sarebbe una vera ingiustizia senza senso. Piuttosto ci aspettiamo che l’intervento istituzionale promuova e favorisca l’investimento di altre aziende di trasformazione in terra dauna e che potenzi in modo reale e sensibile la filiera di commercializzazione di questa eccellenza straordinaria, che, cosa rilevante, garantisce il sostentamento a migliaia di operatori e operai agricoli. Noi siamo uniti e convinti in questa battaglia di opposizione e rivendicazione - aggiungono Daniele Iacovelli, Donato Di Lella, Antonio Castriotta, Filippo Schiavone, Marino Pilati e Michele Ferrandino –. Siamo certi che non si compirà nessuno scempio ai danni del pomodoro di Foggia e che prevarranno giustezza e buon senso”.

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