Mercoledì, 16 Giugno 2021
Economia

Fuga di cervelli, no grazie. La sfida di sei ragazzi foggiani: “Investiamo qui per valorizzare il brand del Gargano”

Il progetto nato 5 anni fa da un’idea di due giovani studenti, Matteo Renzulli e Michele Lauriola ai quali, progressivamente, si sono aggiunti anche Matteo Totaro, Stanislao Fidanza, Lorenzo Falcone e Giuseppe Armillotta

Il sud, la provincia di Foggia, il Gargano fanno spesso rima con fuga di cervelli. L’imprescindibilità dell’abbandono di una terra che sembra abbia sempre meno da offrire e sempre più motivazioni che incentivano la ricerca dell’altrove. Eppure, a quello che sembra un destino scritto, c’è chi si oppone strenuamente. Perché il Gargano è terra di bellezze da valorizzare, di ricchezze da riscoprire e sfruttare virtuosamente.

È il principio che anima e alimenta ‘I Am from Gargano’, il progetto nato 5 anni fa da un’idea di due giovani studenti, Matteo Renzulli e Michele Lauriola ai quali, progressivamente, si sono aggiunti anche Matteo Totaro, Stanislao Fidanza, Lorenzo Falcone e Giuseppe Armillotta. In comune, oltre alla giovane età e al comune di origine – Monte Sant’Angelo – hanno lo spirito di iniziativa, la ricerca del grimaldello che apra le porte a una migliore promozione del proprio territorio. Perché, malgrado i percorsi universitari li abbiano gioco forza allontanati da casa (c'è chi studia a Bari, chi a Roma, chi ancora a Bologna), nel futuro sul quale hanno investito i propri sogni c'è sempre il Gargano. 

Due le fonti di ispirazione: una città, Matera, e il documentario ‘Made of Limestone’ che Roberto Saviano definì “un racconto del Gargano fatto con allegria, malinconia, orgoglio. Gargano, terra splendida e dannata. Le voci degli abitanti, poetiche, rare, vere”. “Quel documentario affrontava anche il tema dell’emigrazione, ma toccava solo marginalmente gli aspetti relativi allo sviluppo del territorio. Però ci ha offerto ulteriori spunti riflessione”, racconta Matteo Renzulli. E poi c’è il comune lucano, che grazie alla riscoperta del centro storico è diventata una delle città più affascinanti d’Europa: “Guardavo Matera e poi pensavo al centro storico di Monte Sant’Angelo, altrettanto straordinario. E mi sono chiesto che cosa si potesse fare per valorizzarlo allo stesso modo, perché Monte ha molto da offrire oltre al Santuario per il quale è noto ai più”, spiega Michele Lauriola.

Ecco perché ‘I’m from Gargano’ mira alla realizzazione di un percorso di ricerca del territorio dal punto di vista economico, setacciandone tutti gli aspetti: “Nell'immaginario comune il Gargano è associato al periodo estivo. Abbiamo notato che in alcune realtà si registra un boom di presenze durante l’estate, mentre altrove non si trova rimedio per arrestare il decremento demografico. Per non parlare di altri centri, come Carpino che si rianimano soltanto in corrispondenza di eventi particolari, come il Folk Festival”, spiegano Matteo Renzulli e Michele Lauriola.

Riflessioni che hanno condotto a studi e approfondimenti su strategie da vagliare e opportunità da cogliere per determinare un più diversificato sviluppo del territorio, che tenga in considerazione – per esempio – la destagionalizzazione del turismo.

‘I’m from Gargano’ è partito dal nulla, da incontri e discussioni sui dati a disposizione, strumenti necessari “per produrre una strategia comune e innovativa”. Ecco perché il progetto si è presto spostato sui social, la piattaforma più adatta per veicolare il messaggio soprattutto ai giovani: “Ci piacerebbe generare una nuova cultura di impresa soprattutto tra noi giovani e per farlo, diamo visibilità ai modelli virtuosi del nostro territorio”, spiega Matteo Renzulli. Instagram, in particolare, è il veicolo a cui si sono affidati per la promozione digitale. Tra paesaggi meravigliosi e capolavori architettonici, si raccontano le mille sfaccettature dello ‘sperone d’Italia’. Ma c’è anche altro, come il podcast: “Siamo partiti con due episodi nei quali raccontiamo la storia delle Ferrovie del Gargano”.

C’è una parola che riecheggia nelle menti dei sei ragazzi, brand. Ma per crearne uno servono disponibilità a fare rete e qualità delle proposte. Risultati che si possono raggiungere solo attraverso un upgrade culturale: “Per questo noi ci rivolgiamo soprattutto ai giovani, perché crediamo sia più opportuno modellare e mutare la mentalità di chi sta crescendo”. Un messaggio che si rivolge a chi ora ha l’età che Michele e Matteo avevano quando hanno iniziato a porsi determinate domande: “I’m from Gargano lo definiremmo un esperimento culturale, perché il modello di vita si genera dal contesto in cui si cresce”.

Ed effettivamente, per arrivare a quella svolta che il Gargano ancora non conosce, un cambio di passo è necessario: “Qualcosa è stato sbagliato nel passato. Ci sono imprenditori per i quali l’unico obiettivo da perseguire è il profitto immediato, non importa come. C’è poca attenzione alla qualità dell’offerta, soprattutto nel settore turistico. Non c’è quella visione che conduca un imprenditore a fidelizzare il cliente, a creare le motivazioni che lo convincano a tornare”, puntualizza Renzulli.

Per fortuna, però, ci sono anche imprese che danno lustro al territorio, ed è a loro che i ragazzi garganici hanno rivolto l’attenzione attraverso il nuovo progetto ‘#Imfg business’, una rubrica che esalta le realtà imprenditoriali le quali, rispetto alle altre, sono più sensibili ai temi dell’innovazione, della comunicazione e della definizione di un brand. All’interno del portale è possibile scoprire non solo il prodotto realizzato e commercializzato dall’azienda, ma la sua genesi, il modello di business e le strategie di promozione del brand: “Non siamo interessati ai fatturati, ma alle storie e ai valori che custodiscono. Per ora, la nostra collaborazione è limitata a otto imprese, alle quali presto se ne aggiungeranno altre. Abbiamo pensato ad una rubrica sulle iniziative imprenditoriali del Gargano, che abbiano una certa connessione con la nostra terra, possibilmente una vocazione digitale e che abbiano accettato di partecipare alle sfide innovative. Questo ci sta consentendo di tessere una rete di imprese attorno al nostro progetto”.

Un progetto che nasconde un obiettivo finale e un sogno: “Ci piacerebbe realizzare un documentario al quale conferire un taglio più tecnico legato all’economia del territorio. In parole povere, un racconto analitico del Gargano passato e presente con uno sguardo al futuro”. E, ovviamente, allargare la community e incrementare la connessione con le aziende che vorranno contribuire alla costituzione di una rete d’impresa. “Sarebbe bello in futuro – chiosa Michele Lauriola – organizzare una fiera dedicata al Gargano, che coinvolga il maggior numero di aziende, dove l’imprenditore nel proprio stand non commercializzi solo il semplice prodotto, ma anche la sua storia e le proprie esperienze”.

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