Economia Lesina

Il "sogno del Maddalena" di Michele Leo diventa realtà: rinasce come 'Condhotel' l'albergo simbolo del dissesto di Marina di Lesina

Una cordata capeggiata da un immobiliarista di San Severo ha rilevato lo storico complesso alberghiero. I lavori della struttura che punta a destagionalizzare il turismo potrebbero iniziare già a fine settembre

Il glorioso Hotel Maddalena, oggi tristemente simbolo del dissesto idrogeologico di Marina di Lesina che lo ha fatto cadere in disgrazia, diventerà un 'condhotel'.

L'immobile esistente in viale Saturno non sarà abbattuto e sarà trasformato in una struttura ricettiva con la formula disciplinata dalla Regione Puglia nel 2020, ancora a livello embrionale in provincia di Foggia, che prevede la combinazione di miniappartamenti e camere destinate alla ricettività alberghiera.

La normativa regionale che recepisce il decreto del presidente del Consiglio dei ministri n. 13 del 22 gennaio 2018 consente di sfruttare l'attività al 60% come struttura alberghiera e adibire la parte restante a unità abitative a destinazione residenziale. Si potrebbero ricavare una trentina di appartamenti e una cinquantina di stanze d'albergo, oltre a locali deposito e un'ottantina di posti auto.

L'hotel a tre stelle era una potenza quando ancora arrivavano i pullman dalla Polonia. Poi, nel 2010, è arrivato il patatrac, con le ordinanze di inagibilità di residence e attività nella 'zona rossa', l'area all'epoca considerata a maggiore pericolosità geomorfologica, nelle vicinanze del Canale Acquarotta origine delle infiltrazioni responsabili dei cedimenti del terreno. Ricompreso nella cosiddetta 'zona A', l'albergo chiuse per non riaprire più, neanche quando furono rimosse le interdizioni.

A resuscitarlo è una cordata di San Severo che oltre a investire ci ha messo il cuore. A battere forte per l'albergo oggi in malora è quello di Michele Leo, giovanissimo e intraprendente immobiliarista, legale rappresentante della società Dolomiti Real Estate srl. Ha 27 anni appena e si occupa di compravendita di case, oltre che di amministrazione condominiale con lo Studio Leo che ha uffici a San Severo, Marina di Lesina e Foggia.

"È iniziata per gioco, 5-6 anni fa - dice ripercorrendo la carriera intrapresa relativamente di recente - Ho cominciato a effettuare le prime operazioni dal punto di vista immobiliare con il primo appartamento, specialmente su Marina di Lesina, e poi ne ho fatto un vero e proprio mestiere". Ora, assieme all'operazione Maddalena, sta coltivando altri progetti simili sulla costiera romagnola e in Abruzzo. Più che fiutare l'affare, però, a Marina di Lesina è stata una questione sentimentale.

"Lo abbiamo chiamato sin dall'inizio il sogno del Maddalena e stiamo cercando di realizzalo - racconta Michele Leo - È nato perché mio padre lavorava dentro questo albergo. Aveva iniziato come lavapiatti, dopo era passato alla sala come cameriere per poi entrare nella logistica. Aveva a cuore questa struttura. Era in contatto anche con i vecchi proprietari. E a un certo punto mi si è accesa una lampadina e mi sono detto: perché non cercare di riproporre la stessa attività con una struttura più grande? Ho fatto le prime analisi e indagini e ci ritroviamo qui ad esserne i proprietari".

Il Comune di Lesina ha già rilasciato il permesso di costruire. L'area comincia a essere transennata. I lavori potrebbero iniziare tra fine settembre e inizio ottobre ma, per scaramanzia, gli imprenditori non si sbilanciano. Si stima di completare il condhotel in un anno e mezzo. Nel 2023 potrebbe essere pronto.

In tanti nel villaggio, specie i nostalgici affezionati alla località balneare del Gargano, fantasticavano su una nuova vita dello storico complesso ricettivo della famiglia Bizzi. Tempo fa circolò la voce della riconversione in una Rsa, e Michele Leo ammette che l'idea era balenata al gruppo di investitori, ma l'hanno ben presto abbandonata perché i permessi per realizzarla sono tanti e solo per l'accreditamento da parte della Regione avrebbero dovuto aspettare almeno tre anni: "Avremmo perso tanti treni".

Diversamente da come si potesse immaginare, non sarebbe stato possibile abbattere l'hotel, almeno fino al completamento degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico perché il centro abitato di Marina di Lesina, sin dal 2006, è stato perimetrato dall'Autorità di Bacino della Puglia come area P.G.3, vale a dire a pericolosità molto elevata, dove non sono consentiti tutti i tipi di interventi e l'esistente può essere riqualificato ma non abbattuto e ricostruito.

La struttura è in stato di abbandono da meno di un decennio perché subito dopo l'interdizione della zona rossa per almeno altri due anni ci furono dei tentativi di riaprirlo, prima che potesse essere ridotto ad uno scheletro dalle avversità atmosferiche, dagli atti vandalici e dai furti.

Presto potrebbe essere solo un brutto ricordo. "L'intento è quello di riqualificare la struttura e di dare un senso a quello che potrebbe essere il turismo futuro di Marina di Lesina perché le strutture ricettive sono pochissime". Impossibile non riaprire l'album dei ricordi, ai temi d'oro della località balneare che ora prova a tenere duro: "Fu un vero e proprio volano per il turismo locale degli anni '80 fino agli inizi del nuovo millennio".

La filosofia del condhotel potrebbe essere la prima vera occasione di destagionalizzazione. "Stiamo cercando di giocare d'anticipo - fa sapere Michele Leo - Siamo in contattato con 4 agenzie del Nord che ci hanno prospettato un piano di vendita di pacchetti vacanze anche nel periodo invernale per turisti che sfruttano queste strutture anche per visitare altre mete".

Del nome, per il momento, a un passo dal sogno, non hanno ancora parlato. "Sarebbe bello - ammette Leo - lasciare il nome storico della struttura visto l'impatto che ha avuto sul territorio". Ha entusiasmo da vendere e ama quel lembo del Gargano, un amore, come spesso accade, nato in cucina, dove tutto è cominciato con il papà. Probabilmente, i migliori ingredienti di un'impresa a cui, visto il posto, augurare solo buon vento e mare calmo.

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