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La delegazione foggiana a Roma

La delegazione foggiana a Roma

"Noi dimenticati". La fase 2 dei fotografi foggiani (che protestano a Roma e Bari): "Annullato il 90% dei lavori"

Fatturati pari quasi a zero. "Riaprire per fare cosa" è lo slogan della campagna degli operatori convinti che per la vera ripresa bisognerà attendere fino alla prossima primavera. Oggi sit-in nella Capitale e in Puglia

È l'anno zero per la fotografia. I professionisti lo hanno scritto sugli striscioni che oggi hanno dispiegato davanti a Montecitorio. A Roma, tra gli "invisibili" di foto, video e stampa "dimenticati dai governi", un centinaio da tutta Italia causa restrizioni Covid e per garantire il rispetto delle prescrizioni anti-assembramento, c'era anche una delegazione foggiana composta da Alfredo Urbano, presidente provinciale dell'Associazione Fotografi Professionisti, Andrea Maizzi e Lello Cocozza, membri del direttivo. In rappresentanza della categoria della provincia di Foggia hanno scelto di partecipare al sit-in nazionale. In contemporanea, un'altra trentina di operatori foggiani hanno manifestato a Bari.

"Noi ci siamo visti annullare il 90% degli impegni, se non di più - spiega il presidente Alfredo Urbano - con conseguente calo del fatturato, pari quasi a zero. A Foggia lavoriamo soprattutto sulle cerimonie e se alcune si possono rinviare, è il caso dei matrimoni, altre sono saltate completamente come i diciottesimi, i Battesimi e le Comunioni". Il suo studio fotografico si attesta proprio su quella percentuale. La crisi è nera. Fotografi, video-operatori, grafici e stampatori hanno scelto per la loro campagna nata durante il lockdown l'hashtag "Riaprire per fare cosa", emblema della ripartenza senza orizzonti.

In soldoni, le richieste a tutti i livelli - comunale, regionale e nazionale - delle associazioni capitanate da Fiof-Fondo Internazionale per la Fotografia, Associazione nazionale videografi e Tau Visual, con altre tre sigle di associazioni regionali (Afc, Aft e Afps), sono di alleggerire la pressione fiscale e concedere aiuti economici in credito di imposta e contributi a fondo perduto "almeno per un anno - sottolinea Alfredo Urbano - fino alla primavera prossima, quando si prevede la riapertura delle cerimonie". Ai Comuni chiedono l'annullamento delle tasse locali. Nei meandri degli aiuti annunciati dal Governo, le misure applicabili al settore, nella pratica, comportano una serie di ostacoli: l'accesso al credito è un'impresa, tra clausole e requisiti. "Si parlava tanto di abolire la burocrazia - conclude Urbano - ma così non è stato".

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