Confcommercio, Gallo e Renzulli: “Elezioni bulgare, serve struttura democratica”

Yari Gallo e Rino Renzulli si schierano contro il voto "imposto" e il mancato ricambio generazionale. Contro la giunta composta per quasi il 100% da persone che da anni sono ai vertici dell'organizzazione

Da Matteo Biancofiore a Damiano Gelsomino (eletto per acclamazione). Qualche settimana fa, dopo 11 anni, la presidenza della Confcommercio ha vissuto il passaggio di testimone, tra le polemiche e le perplessità di chi, come Yari Gallo e Rino Renzulli, hanno trovato il coraggio di denunciare quelle .- che a loro parere – sono state elezioni bulgare.

Hanno trovato la forza di puntare il dito contro la scelta di Biancofiore di dimettersi appena tre giorni prima del voto indicando in Gelsomino il suo successore. Contro il voto “imposto” e il mancato ricambio generazionale.

Il giovane imprenditore e il promotore dell’iniziativa “Basta Rapine”, nonostante le rassicurazioni dell’ex presidente circa la necessità di fare sistema e di rinnovarlo, insorgono di fronte al dato incontrovertibile che vede la nuova giunta composta per quasi il 100% da persone che da anni sono ai vertici dell’organizzazione (Delle Fave Leonardo, Fini Francesco Pio, La Torre Lucia, Mazzeo Raffaele, Porreca Fabio, Rosiello Paolo, Stanca Francesco).

Dipendenti in Cassa Integrazione, trasparenza dei bilanci e degli investimenti, rappresentanza della totalità dei soci, una struttura democratica e la totale pulizia di vecchie gestioni, sono solo alcuni degli obiettivi che i giovani soci Gallo e Renzulli intendono raggiungere attraverso la partecipazione e la condivisione di chi annualmente versa alla Confcommercio 242 euro come quota d’iscrizione, siano essi piccoli, medi o grandi imprenditori.

Facciamo un tuffo nel passato recente. Alle scorse elezioni per la carica di presidente chi avete votato?

Praticamente nessuno perché Biancofiore ha lasciato l’incarico tre giorni prima del voto, suggerendo un suo successore, senza dare, dal nostro punto di vista, la possibilità a tutti i soci di giudicare questa scelta ed eventualmente di organizzarsi proponendo delle alternative.

Quella di Biancofiore/Di Iasio invece che gestione è stata?

I dipendenti della Confcommercio sono in cassa integrazione da mesi e vivono nel terrore di essere licenziati, come può essere questa una buona gestione associativa? Se il frutto di 11 anni di ottima gestione è la cassa integrazione, credo possiate trarre da soli il risultato. Se un imprenditore come noi mettesse in cassa integrazione i dipendenti, verrebbe crocifisso dall’opinione pubblica. Perché ora non si fa lo stesso con questa nuova vecchia Giunta? Qualcuno ha lavorato male e deve necessariamente pagare

Mi state dicendo che non vi riconoscete in questa giunta?

Certo che no. E poi, oltre al danno anche la beffa: la prima azione del nuovo presidente è cooptare in giunta il vecchio presidente. Con il suo ritorno in giunta, 7 persone su 8 sono vecchie conoscenze, quindi dove si è rinnovato? Dove si è fatto sistema ? Mi dite la vostra età media ? Sono realmente espressione dei soci?

Non era stato lo stesso Biancofiore a parlare di rinnovamento e nuove energie?

Ecco, giusto. Dichiarazioni del tipo “Non esistono gli uomini buoni e per tutte le stagioni” oppure “C’è bisogno di nuove energie” riportate nella sua lettera di ringraziamento, oggi lasciano il tempo che trovano.  Perché notiamo che la nuova giunta è composta da 6/7 uomini che sono ai vertici dell’organizzazione ormai da diversi mandati.

In questo contesto quali iniziative pensate di avviare?

Intanto abbiamo inoltrato una lettera ai soci. Una sorta di monito per spingerli a conoscere i numeri della Confcommercio Foggia, i motivi per i quali i dipendenti sono in CIG e soprattutto i costi e i ricavi, quindi il bilancio. Un imprenditore, sulla base dei 242 euro che versa come quota di iscrizione, oltre ai servizi aggiuntivi, ha diritto di sapere come vengono spesi o investiti gli introiti.

Dalle vostre parole sembra che non vi fidiate più della Confcommercio

Il discorso è un altro. Confcommercio è anche nostra e quindi vogliamo che rappresenti anche tabaccai, macellai, negozi di piccole superfici e non solo albergatori e poteri forti. Non crediamo questa giunta sia la vera espressione della quasi totalità dei soci. Noi ci fidiamo dei dati e della nostra percezione. E dati alla mano la provincia di Foggia 11 anni fa non era ultima in Italia per la classifica del Sole 24 ore, non viveva di emergenza spazzatura, emergenza furti, rapine o non era in piena crisi economico/sociale come quella attuale, in cui il nostro tenore di vita risulta essere del 50% in meno rispetto a quello della città prima in classifica. Ci chiediamo, ma Confcommercio cosa ha fatto in questi anni e cosa farà per migliorare la situazione dei commercianti, dei piccoli imprenditori e così di riflesso di tutti i cittadini della provincia?

Insomma, undici anni di Biancofiore hanno rappresentato un fallimento?

Se non un fallimento cosa? Non abbiamo più un aeroporto; i CIV (centri integrati di via) non sono attivi in manifestazioni e non sviluppano nulla di concreto; non si è aiutato lo sviluppo dell’imprenditoria con accordi mirati con scuole ed università; si è data scarsa attenzione nei confronti dello sviluppo di nuove attività imprenditoriali, attraverso servizi di progettazione di start‐up; vi è stata assenza di politiche di attrazione di investimenti sul territorio vista l’opportunità creata dai fondi strutturali, come “Obiettivo Convergenza”, del sistema regionale pugliese; è stata mostrata scarsa vicinanza alle piccole e micro imprese del territorio che rappresentano l’80% del tessuto imprenditoriale locale; ci si è basati su un sistema formativo finalizzato solo ed esclusivamente ai cosiddetti “requisiti professionali alimentari” e che attinge inoltre come unico scopo ad esaurire i fondi destinati dall’amministrazione provinciale, anziché andare oltre attraverso la preventiva “Analisi dei Fabbisogni Locali” e che formi delle professionalità adeguate alle esigenze del territorio e nello specifico nell’ambito commerciale;

Spero almeno che la Confcommercio abbia supportato l’iniziativa “Basta Rapine”

Assolutamente no. Eppure i manifesti di Renzulli hanno fatto il giro d’Italia, ma sembra che da queste parti qualcuno che dovrebbe sostenerti non se ne sia accorto. Per concludere non si è riusciti neanche a farsi

rispettare per illuminare la città durante le festività natalizie.

Resta il fatto che qualcuno ha provato a delegittimare il vostro dissenso e ha parlato di “veleni”

Sia ben chiaro, noi non cerchiamo poltrone ma voglio pulizia totale delle vecchie gestioni. Sorridiamo leggendo le dichiarazioni ad un quotidiano da parte di un componente della nuova (vecchia) giunta il cui massimo interesse è auspicarsi un miglioramento dei rapporti camerali. E chi sarebbero quelli attaccati alla poltrona? Noi giovani che vogliamo emergere e migliorare la situazione oppure loro?

La vostra alternativa quale sarebbe?

Intanto per dimostrare qualcosa avremmo bisogno di maggiore considerazione. I nostri coetanei ci chiedono continuamente cosa possiamo fare per migliorare la situazione, come possiamo aiutarli per un futuro migliore, per non far chiudere la loro attività, per far crescere questa provincia. A loro promettiamo impegno, e chiediamo il loro aiuto, a loro chiediamo di non mollare ed avvicinarsi alla vita associativa, di vivere la stessa, di capire le sue dinamiche e non lasciarsi trasportare dal solito carrozzone del “tanto non cambia niente”.

Qual è il vostro sogno?

Una struttura democratica: vogliamo metterci in gioco, vogliamo conquistarci i nostri rappresentanti con un’urna piena alle elezioni contenenti le 5000 schede degli associati e non elezioni bulgare ottenute con applauso di 200 persone, compreso i dipendenti della struttura (che non possono chiaramente votare, ma in situazioni del genere fanno numero per la stampa e per chi non è a conoscenza del “sistema”).

Ai soci quindi qual è il messaggio che vorreste mandare?

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Che dire, abbiamo avuto il coraggio di parlare e fare gli interessi del piccolo commerciante, forse anche di chi ci sta leggendo. Se qualcuno intende unirsi a noi per un futuro migliore ci può contattare. Non siamo chiusi in una stanza di presidenza o di direzione, Vogliamo salvare il nostro futuro e quello dei nostri figli. FALLO ANCHE TU!

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