Chiusura uffici postali San Menaio, Foce Varano e Borgo Libertà

Slp Cisl: “Aumenta il turismo ma Poste Italiane chiude i suoi uffici nel cuore del Gargano e a Cerignola”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Mentre, nonostante la crisi, il turismo in Puglia registra il tutto esaurito, Poste Italiane decide di razionalizzare o chiudere definitivamente alcuni Uffici Postali proprio nelle località balneari o turistiche che maggiormente si affollano durante la stagione estiva.

E’ questo il quadro che è emerso nell’incontro tra i vertici aziendali e le Organizzazioni Sindacali lo scorso 18 luglio. L’Azienda ha deciso la chiusura di 30 uffici postali in tutta la Puglia e la razionalizzazione di altri 5 sulla scorta di criteri esclusivamente economici. Nella nostra Capitanata sono previste le chiusure di tre Uffici Postali e la razionalizzazione di altri due.

Un trend però in contrasto,  visto che tra gli Uffici indicati risultano essere: San Menaio, Foce Varano e Borgo Libertà (tutti con chiusura totale, con i primi due collocati nel cuore del Gargano) e la razionalizzazione (apertura di 3 giorni) di altri due Uffici Postali come Faeto e Isole Tremiti, che d’estate triplicano il loro numero di abitanti.

Tutto ciò ha lasciato perplessa questa O.S. che ha, unitamente alle altre OO.SS. categoriali, rigettato l’intero piano, dichiarandolo non concepibile anche perché Poste ancora oggi percepisce dallo Stato sovvenzioni pubbliche per garantire a tutti i cittadini servizi essenziali, oltre ad avere una connotazione sociale/universale.

Del resto non si comprende come, nonostante gli utili di bilancio da svariati anni sventolati e pubblicati più volte su tutta la stampa, Poste abbia deciso, unilateralmente e senza condivisione con le Organizzazioni Sindacali, tale programma operativo, senza tener conto dei cittadini, dei loro bisogni e dei posti di lavoro.

La più grande azienda del paese sta vivendo un pericoloso crepuscolo  anche dopo il declassamento di Poste Italiane ad opera di  Moody's nei giorni scorsi, da non sottovalutare anche perché fa emergere una realtà  aziendale completamente diversa  da quello finora raccontata.

L'Azienda regredisce ed i tagli purtroppo ne sono la conferma e pertanto il Sindacato ha l’obbligo di contrastare con ogni forma di lotta in tutta Italia, denunciando pubblicamente il fallimento di questo management, che prova a trasmettere una immagine di Poste che non risponde alla realtà  che viviamo tutti i giorni.

Per questi motivi nel prossimo mese di ottobre indiremo uno sciopero generale della categoria con una grande manifestazione a Roma.

 

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