Un baffo per farla in barba alla Capitanata?

Ormai prossima l'entrata in funzione del baffo ferroviario che non farà giungere più vagoni merci nella stazione foggiana. Un preludio di quanto accadrà anche per il traffico passeggeri?

Immagine di repertorio

Qualcuno lo aveva tacciato di allarmismo ingiustificato e, successivamente, di scarsa fiducia nei propositi manifestati dall’amministratore delegato di RFI Michele Elia, ma il sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, evidentemente non si sbagliava quando chiedeva la collaborazione e l’impegno di tutti per scongiurare il rischio che la stazione ferroviaria di Foggia venisse aggirata, nel trasporto passeggeri, in nome del progetto di Alta Capacità ferroviaria contenuto nel 'Piano Regionale dei Trasporti Puglia”.

Al primo cittadino sipontino non era sfuggito, nell’incontro a cui presero parte i rappresentanti istituzionali della Capitanata, il passaggio nel quale l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato affermò che, nel caso di specifiche richieste di privati, si sarebbe resa disponibile l’infrastruttura del bivio Cervaro non solo per il traffico merci, come inizialmente previsto e dichiarato, ma anche per la mobilità delle persone.

Oggi la stazione di Foggia rischia davvero di essere bypassata totalmente nei collegamenti ferroviari dell’Alta Capacità con Roma, tant’è che pochi giorni fa RFI ha reso noto che dal 26 giugno sarà attivata la messa in tensione della linea ferroviaria che collegherà la Foggia-Bari con la Foggia-Caserta e poi, a distanza di poche settimane, si potranno movimentare merci nel cosiddetto ‘baffo di Cervaro’ (situato dietro lo stabilimento Tamma di via Bari).

Per ora merci, ma ancora per quanto? Domanda che Riccardi aveva posto alle istituzioni regionali, ricordando come la Capitanata “resti la cenerentola del sistema di trasporto ferroviario pugliese, “priva oltretutto – aveva aggiunto - di una serie di infrastrutture necessarie ed indispensabili per rilanciare un’economia ormai asfittica. Una disdetta per il nostro territorio, sempre pronto all’accoglienza dei flussi turistici”.

Se si utilizzasse la nuova infrastruttura anche per quanto concerne il transito dei viaggiatori si produrrebbe un risparmio temporale di 8-10 minuti sull’intera tratta, che va da Bari a Roma. Un’inezia, visto che si tratta di un collegamento di Alta Capacità. C’è davvero da chiedersi: cui prodest? Ed ancora: possibile mai che il nostro territorio, già privo della possibilità di volare per l’annosa questione del Gino Lisa, debba essere escluso di fatto, ancora una volta, dal diritto alla mobilità?

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Nel recente passato si è avuta la sensazione che in Regione non fossero molto interessati al ‘baffo di Cervaro’. In attesa dell’ufficialità degli eletti e della successiva formazione della squadra di governo regionale, il sindaco Angelo Riccardi rilancia il proprio appello: “Era e resta possibile realizzare un tracciato che consenta riduzione dei tempi e inclusione della stazione di Foggia. Non cerchiamo ‘regali’ da parte di nessuno, invitiamo, invece, i prossimi rappresentanti regionali a dedicare la giusta e dovuta attenzione al nostro territorio”

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