Brutta tegola sull'Asi di Foggia, l'Anticorruzione blocca tutto: l'incarico di Riccardi è inconferibile

L'Anac ha deciso con delibera del 9 maggio scorso. I conferenti della nomina sono anche responsabili patrimonialmente degli atti adottati e non possono per tre mesi conferire gli incarichi di loro competenza. Il procedimento su esposto dei 5 stelle

Brutte notizie per il Consorzo Asi di Foggia. Con delibera n.453 del 9 maggio 2018 l'Anac ha dichiarato inconferibile l'incarico di presidente dell'ente al sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, ai sensi dell’art. 7, comma 2 lett. c) del d.lgs. n. 39/2013 (che sancisce l'inconferibilità dell'incarico a coloro che ricoprono il ruolo di amministratori di enti locali superiori a 15mila abitanti nella stessa regione dell'amministrazione che conferisce l'incarico“), poichè, alla data di conferimento dell’incarico (il 27 settembre scorso) ed attualmente, ricopre la carica di sindaco del comune di Manfredonia, e, scrive Cantone, “la conseguente nullità dell’atto di conferimento dell’incarico e del relativo contratto, ai sensi dell’art. 17 del d.lgs. n.39/2013”.

Delibera inoltre, l'autorità Anticorruzione, che il Responsabile Corruzione e Trasparenza Asi (Rpct) del Consorzio ASI, “all’esito dell’accertamento compiuto dall’Autorità, deve contestare la rilevata cause di inconferibilità al soggetto cui è stato conferito l’incarico e ai soggetti che, ai sensi dei commi 1 e 2 dell’art. 18 del d.lgs. n. 39/2013, siano astrattamente possibili destinatari della sanzione inibitoria”; e ancora “il procedimento deve essere avviato nei confronti di tutti coloro che, alla data del conferimento dell’incarico, erano componenti dell’organo conferente, ivi inclusi i componenti medio tempore cessati dalla carica, tenendo conto dell’effettivo ricorrere e del grado della responsabilità soggettiva dell’organo che ha conferito l’incarico; “il termine di tre mesi di cui all’art. 18, c. 2 del d.lgs. n. 39/2013 decorre dalla data di comunicazione del provvedimento conclusivo del procedimento instaurato dal RPCT nei confronti dei soggetti conferenti”; “i componenti dell’organo non possono per tre mesi conferire tutti gli incarichi di natura amministrativa di loro competenza ricadenti nell’ambito di applicazione del decreto 39/2013, così come definiti dall’art. 1, comma 2; la sanzione ex art. 18 non trova applicazione nei confronti dei componenti cessati dalla carica nell’esercizio delle funzioni attinenti ad eventuali nuovi incarichi istituzionali: tuttavia, la stessa tornerà applicabile, per la durata complessiva o residua rispetto al momento della cessazione della carica, qualora i medesimi soggetti dovessero nuovamente entrare a far parte dell’organo che ha conferito l’incarico dichiarato nullo”.

Foggiatoday aveva già notiziato circa l'apertura di un procedimento di vigilanza da parte dell'Anac sulla presidenza del Consorzio Asi di Foggia (nata da un esposto della consigliera regionale 5 stelle Rosa Barone), con cui Riccardi era stato chiamato a controdedurre. Sulla obiezione delle mancate deleghe gestionali dirette (a cui Riccardi avrebbe rinunciato, sostenendo un ruolo meramente rappresentativo), l'Anac scrive che “Per il solo fatto, dunque, che è membro del comitato direttivo, al presidente sono assegnate funzioni di gestione. D’altra parte tra i suoi compiti rientra anche la vigilanza sul buon andamento delle attività consortili, che ben può condurre all’adozione di atti di gestione”. “Pertanto, l’incarico ricoperto dal sig. omissis, quale Presidente del consiglio di amministrazione del Consorzio ASI omissis, appare riconducibile all’ambito applicativo dell’art. 1, comma 2, lett. l) del d.lgs 39/2013.”. Ai sensi dell'art.18 del d.lgs.39 i conferenti della nomina sono anche responsabili patrimonialmente: “i componenti degli organi che abbiano conferito incarichi dichiarati nulli sono responsabili per le conseguenze economiche degli atti adottati. I componenti degli organi che abbiano conferito incarichi dichiarati nulli non possono per tre mesi conferire gli incarichi di loro competenza”. A Riccardi resterebbe la strada dell'impugnazione. Nel frattempo il terremoto è servito.

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