Angelo Riccardi dalla parte dei bibliotecari: "La Magna Capitana non deve chiudere!"

Il sindaco di Manfredonia fa sue le ragione dei dipendenti: “Non è solo il posto in cui si conservano e si distribuiscono libri, ma è luogo d’incontro e di scambio culturale"

Immagine di repertorio

La Biblioteca Provinciale di Foggia non può chiudere. Il video-appello lanciato dai bibliotecari de La Magna Capitana e diventato in breve tempo virale è stato accolto dal sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, che fa suo le richieste dei dipendenti della struttura di viale Michelangelo.

Le nuove norme non permettono più che la Provincia si occupi di cultura e la Biblioteca Provinciale si trova in gravi difficoltà. Per questo, Riccardi chiede alla Regione “una soluzione celere e condivisa”. In Italia siamo lontani dagli indici di lettura degli altri Paesi industrializzati e, anche in virtù di ciò, occorrerebbe “permettere a chi è stato finora escluso dai circuiti della produzione e del consumo culturale di venire a contatto con i libri”.

I tagli effettuati dal Governo alla spesa corrente delle Province ricadono sull’erogazione dei servizi che vengono forniti ai cittadini e a Foggia, restando al nostro territorio, si va in direzione contraria rispetto a quella auspicata: la Biblioteca Provinciale “La Magna Capitana” si trova in gravi difficoltà dopo l’entrata in vigore della ‘legge Delrio’ che non prevede la cultura tra le funzioni fondamentali delle Province, bensì la vede tra quelle trasferite o delegate alle Regioni. Al di là del web e degli strumenti utilizzabili da ognuno di noi per le proprie ricerche, continuano ad essere fondamentali per la crescita della collettività sia la funzione formativa e sia il ruolo delle biblioteche pubbliche.

“Oggigiorno non sono soltanto il posto – aggiunge il sindaco - dove si conservano e si distribuiscono libri, ma sono luoghi d’incontro e di scambio culturale; alternativa, soprattutto per i giovani, alle passeggiate all’interno dei centri commerciali, per esempio. Una biblioteca pubblica, infatti, è di libero accesso e consultazione, è plurale e non di parte, è un elemento di democrazia reale, che concretizza il diritto costituzionale all’informazione”. I bibliotecari hanno organizzato una petizione on-line, si sono rivolti al presidente Vendola ed hanno pubblicato un video, un appello ma anche uno splendido viaggio tra sale e pubblicazioni, nel quale i numeri della Magna Capitana sono chiari e parlano da soli.

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Oltre 700 visite guidate, 30 mostre bibliografiche, 40 guide all’ascolto all’anno; dal 2002 ad oggi sono stati 225.000 i prestiti effettuati e 11.670 i prestiti interbibliotecari in una struttura, come quella foggiana, che permette la consultazione di ben 350.000 documenti. L’appello dei bibliotecari è rivolto, più in generale, alla sensibilità collettiva “affinché il patrimonio di strutture, documenti, risorse umane e servizi costituito dalle Biblioteche Provinciali possa continuare ad esistere, e la Puglia continuare a essere punto di riferimento del sistema bibliotecario nazionale e della vita culturale italiana”. “Mi unisco a loro e mi rivolgo al nostro ente regionale – conclude Angelo Riccardi – perché si possa addivenire ad una soluzione celere e condivisa, che riporti la cultura al suo valore di diritto assoluto per tutti. La Magna Capitana non può chiudere”.

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