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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Economia Motta Montecorvino

Angela, l'imprenditrice barese che ha scelto di vivere e fare famiglia sui Monti Dauni: ora coltiva il sambuco e realizza confetture e sciroppi

Nata a Corato, si innamorò dei Monti Dauni in adolescenza e lì ha deciso di restare con il marito e i figli. Dal 2016 coltiva fiori e bacche di sambuco con i quali realizza sciroppi e confetture

Tutto è cominciato a scuola. Angela Ventura, studentessa liceale di Corato, ha una compagna di Motta Montecorvino. Di sovente, va a farle visita, e ogni volta c'è qualcosa di quel territorio, dai paesaggi di sconfinata bellezza all'aria salubre, dalla genuinità dei suoi abitanti alla prelibatezze gastronomiche, che la conquista. Racconta di essersi innamorata del posto, prima ancora che un sentimento simile lo provasse anche per il suo futuro marito. "Dopo il matrimonio abbiamo deciso di vivere qui", racconta a FoggiaToday. Era il 1997. 

Laureata in Informatica all'università di Bari, Angela ha lavorato per quasi vent'anni in una azienda di informatica nel capoluogo dauno: "Poi ho deciso di cambiare, stanca di stare sempre davanti a un pc. Mio marito aveva dei terreni e abbiamo pensato di allargare l'azienda agricola". Ed è da quella "stanchezza" che nell'animo di Angela ha cominciato a germogliare l'idea che di lì a poco l'avrebbe condotta a creare un'azienda dedita alla coltivazione del sambuco: "Passeggiando nei boschi ho conosciuto questa pianta a me ignota. Inoltre, siamo a due passi da Monte Sambuco, il che mi incuriosì. Così ho fatto delle ricerche, ho cominciato a documentarmi e a raccogliere sambuco, inizialmente per uso privato". 

A determinare la svolta, il bando del Gal Meridaunia 'Agricoltura e Multifunzionalità': "Ho colto l'occasione per far sì che la passione diventasse professione vera, perché credo sia un prodotto valido e comunque unico nella zona". 

Così nasce Monte Sambuco, azienda che omaggia la località, con un chiaro riferimento alla produzione principale dell'azienda che, comunque, da anni si dedica anche ad altri prodotti - rigorosamente biologici - come grano tenero, farro e avena. Due sono le fasi di raccolta, la prima generalmente calendarizzata in tarda primavera e la seconda tra la fine di agosto e gli inizi di settembre: "Nella prima fase raccogliamo i fiori, dai quali si ricava uno sciroppo molto importante per le sue molteplici proprietà, tra le quali quella diaforetica (ovvero che determina l'abbassamento della temperatura corporea), l'ideale soprattutto per lenire i sintomi influenzale. La seconda raccolta, invece, riguarda le bacche, dalle quali si realizzano confetture, ma anche sciroppi utilizzabili per cocktail alcolici e analcolici. 

Da parte dell'utenza le prime risposte giunte sono state incoraggianti: "Già in paese, con la pro loco, abbiamo avuto degli ottimi riscontri, poi da quando ho pubblicato il sito e la pagina Facebook ho ricevuto diverse richieste, l'ultima delle quali in Piemonte, dove c'è una cooperativa che promuove le eccellenze dei Monti Dauni, tra cui i nostri prodotti al sambuco".

Per Angela i Monti Dauni sono un tesoro dal valore inestimabile, eppure gli step da conseguire per il famigerato salto di qualità sono ancora tanti: "I paesaggi, la parte naturalistica, sono la prima cosa che mi è piaciuta di questa zona. Parliamo di una realtà con una serie di potenzialità che, però, non vengono assolutamente sfruttate e in questo ci vedo la responsabilità delle amministrazioni locali. Ci sono pochi investimenti, non abbiamo grossi aiuti. Stiamo lottando per non far chiudere il paese", racconta con una punta di amarezza. Motta Montecorvino è una delle realtà nelle quali lo spopolamento la fa da padrone: "Siamo circa 600 abitanti, noi come altre famiglie ci crediamo e vogliamo rimanere, ma non ci aiutano. Mancano i servizi, a cominciare dai trasporti. So che per noi sarebbe più facile trasferirci a Lucera o a Foggia, servirebbero maggiori agevolazioni per incentivare la permanenza, offrire maggiori servizi soprattutto ai più giovani. Altrove lo fanno, qui no. Anche dal punto di vista energetico, sono stati impiantati parchi eolici in maniera disordinata dai quali il paese non trae alcun vantaggio. È anche da queste piccole cose che si vede quanto un'amministrazione ci tenga a favorire la permanenza delle persone". 

Il cambio di mentalità sarebbe fondamentale anche per incentivare il turismo, che potrebbe e dovrebbe essere una delle principali fonti di ricchezza per i Monti Dauni. Difficoltà che Angela, che è anche presidente della Pro Loco, vive quotidianamente: "Quando cerchiamo di organizzare qualcosa è sempre molto difficile; non abbiamo fondi per sostenere l'associazione e facciamo tutto con i nostri contributi volontari. Cerchiamo di lavorare anche in sinergia con le altre pro loco, ma vediamo che le amministrazioni spesso sono slegate. Non c'è un progetto, una finalità comune, una collaborazione". 

E d'altronde, fare rete resta l'unica soluzione per poter presentare istanze concrete: "Se non ci si mette insieme, la Regione non ti calcola. Chi pensa a un paesino di 600 abitanti? Diverso sarebbe, se la comunità che coinvolge 12-13 comuni presentasse un progetto per la rinascita di questa area. Parliamo di realtà che la gente ha riscoperto soprattutto nel periodo della pandemia".

Da ventiquattro anni, ormai, Angela è una mottese a tutti gli effetti. L'amore sempre più solido per questo territorio va, però, a braccetto con i cambiamenti in peggio che ha potuto osservare nell'ultimo quarto di secolo: "Quando mi sono trasferita c'era molta più gente. Adesso la scuola sta per chiudere dopo quella di Volturara. Purtroppo, da quando mi sono trasferita a oggi non ho visto miglioramenti. Le attività chiudono, i ragazzi vanno fuori sia per studio che per lavoro, perché non c'è alcun risvolto economico-lavorativo". 

Eppure, lei continua a crederci e a coltivare un sogno già diventato realtà: "Questo territorio può dare tanto. A noi non manca nulla. Ma servono menti più aperte, perché per raggiungere certi obiettivi il mio singolo contributo non potrà bastare. Io ho fatto questa scelta, perché ci credo. E qualche riscontro l'ho già ottenuto. Sono aumentate le persone che vengono qui perché hanno voglia di visitare questi posti. Il problema è che servono le strutture. In questa zona abbiamo Monte Sambuco, i boschi limitrofi di una bellezza inestimabile: servirebbe qualcuno che li promuova, che conosca i percorsi. Qui siamo zona di passaggio per ciclisti e amanti del trekking. Garantire loro una offerta che li induca a fermarsi a pranzo e a trascorrere la notte, ci porterebbe soltanto dei vantaggi. Ma ci manca la capacità di farci pubblicità, di metterci insieme. Ci sarebbe tanto da fare e sono sicura che le risposte non mancherebbero". 

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