Tutto tace sul “brutto anatroccolo” Gino Lisa. Il comitato: “A che punto è la pratica in Europa?”

Il comitato ‘Vola Gino Lisa’ presieduto dal presidente Maurizio Antonio Gargiulo, invita la Regione Puglia ad informarsi presso la stessa commissione Dg Concorrenza UE sullo stato dell’arte

L'aeroporto di Foggia

Aeroporto a Gino Lisa, il comitato a tutela dello scalo foggiano torna a far sentire la propria voce e lo fa con l'ennesima sollecitazione all'indirizzo della Regione Puglia dal sapore agrodolce della stanchezza ma, al contempo, della volontà di perseguire la battaglia. Vietato arrendersi, malgrado il silenzio calato da settimane sullo scalo. La storia è arcinota e, per la verità, anche sintetica, se vogliamo, nei suoi sviluppi.

Tre anni fa, nel 2014, l'allora presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, incardinava a Bruxelles una pratica per gli aiuti di stato per l’utilizzo dei 14 milioni di fondi Cipe messi già a disposizione delle casse regionali per l’adeguamento della pista di volo, nel “dubbio” che il finanziamento configurasse un aiuto di stato. Fine.

Perché da allora si sono susseguite poche novità su questo fronte, tutte tendenti, ad ogni modo, alla dilazione dei tempi di soluzione, malgrado tutte le forze politiche (specialmente nei periodi di campagna elettorale) abbiano cavalcato ed attinto dalla questione Gino Lisa. "Non possiamo accettare ancora il medesimo ragionamento distorto della politica, in virtù del quale ci sono ulteriori tempi doverosi da attendere" esordisce il presidente del comitato ‘Vola Gino Lisa’, Maurizio Gargiulo. "Non possiamo e non vogliamo farlo – scrive - perché abbiamo messo a disposizione delle istituzioni regionali ogni possibile strumento (ben due esperti formali e un “panchinaro” ) per risolvere un problema creato ad hoc nel lontano 2014 da altra situazione politica”.

L’avv. Maurizio Gargiulo prosegue: “Oggi chiediamo al presidente Emiliano e all’assessore regionale Piemontese, l’unico che del Governo Emiliano ci ha degnato di una minima attenzione, a che punto stia la pratica in Europa - continua Gargiulo - e se non sia il caso di informarsi presso la stessa commissione Dg Concorrenza UE sullo stato dell’arte e, se non sia il caso, anche di procedere ad un opportuno sollecito per la dovuta risposta, considerato che a fine dicembre avveniva l’inoltro della pre-notifica”.

E ancora, aggiunge: “In ultimo vogliamo avere aggiornamenti sulla domanda per il reinserimento dello scalo Gino Lisa di Foggia tra gli aeroporti di interesse nazionale, tenuto conto, per quanto noto, che nell’istanza (depositata al limite del fotofinish) è stata avanzata unicamente l’opzione sulla continuità territoriale. Attendiamo risposte chiare, anche perché l’assenza di un referente territoriale nel nuovo Consiglio di Amministrazione di Aeroporti di Puglia fa pensare che, ancora una volta, si stia puntando solo su tre scali, accantonando, malgrado gli impegni assunti nella convenzione con Enac, ogni altro piano industriale per il “brutto anatroccolo” Lisa" scrive il presidente, per il quale "una società, quella di A.d.P., di proprietà della Regione Puglia, ha come obiettivo di interesse pubblico quello di incrementare il turismo regionale e non solo quello di fare “numeri di utenza”, a sostegno di una etichetta internazionale appioppata ,forse, con troppa facilità, al centrale aeroporto barese" sferza Gargiulo.

E l'affondo finale: "Confidiamo di avere a breve lumi sulle nostre domande al fine di valutare l'operato anche di questo Governo, partito in ritardo rispetto alle note e indicate aspettative economiche e di mobilità dell’intera provincia di Foggia".

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