In gita a Napoli, studenti si staccano dal gruppo e vanno alle 'Vele' di Scampia per un selfie: c'è qualcosa che non va!

Studenti di Foggia in gita a Napoli erano spariti per andare a scattarsi un selfie davanti alle ‘Vele’ di Scampia, la famigerata costruzione urbana divenuta nel tempo il simulacro della camorra

Foto Ansa

Scossa dagli accadimenti criminosi dei primi giorni del nuovo anno, il 10 gennaio Foggia marcerà per la legalità. Verrà Don Ciotti, il fondatore di ‘Libera contro le mafie’. Sarà l’ennesimo momento di raccoglimento e di protesta della “gente perbene che vuole urlare da che parte sta”. E si preannuncia gremito, atteso che, giorno dopo giorno, aumentano le adesioni di chi sarà.

Senza voler fare nomi (per rispettare e concordando con la spoliticizzazione dell’evento), ci limitiamo ad osservare che, ove agli annunci corrisponda l’effettiva presenza, dovrebbe essere una marcia altamente partecipata. Basterà? No. E' alto il rischio di parlarsi addosso e di consentire a più di qualcuno (che avrebbe ben altri ruoli in ben altre sedi per contrastare la “mafiosità”) di fare passerella.

Ma l’interrogativo più grande che in questre ore accompagna l’organizzazione dell’evento è un altro, ed è reale, urgente, cruciale, da attenzione seriamente. Ed è il seguente: ci saranno i giovani? Stando ai momenti di incontro di queste ore propedeutici alla marcia, i ragazzi rischiano di essere i grandi assenti della manifestazione. O meglio, la loro convinzione e consapevolezza.

Perché, fatto salvo il lavoro che faranno le scuole nelle ore a venire per agganciarli, in una città dove prolifera il bullismo e dove in pochissimi hanno inteso rendersi protagonisti in queste ore, i segnali che arrivano sono debolissimi.

E lo sono tanto più se si pensa che, nei giorni scorsi, in una gita promossa da un istituto scolastico a Napoli, un drappello di ragazzini è sparito dai radar dei docenti per un paio d’ore (immaginabile il panico degli adulti), per ri-materializzarsi poco dopo: erano andati a scattarsi un selfie davanti alle ‘Vele’ di Scampia, la famigerata costruzione urbana divenuta nel tempo il simulacro della camorra. 

Sì, erano andati alle ‘Vele’ per la foto di rito. Non tutti, per carità. Ma un gruppetto sì. Mentre la città è scossa da bombe ed omicidi e gli adulti organizzano marce, tra i giovani c’è chi sceglie di andare a Scampia. Alle ‘Vele’. Sedotto probabilmente dalle serie tv che idealizzano criminali e mafiosi (anche) o da modelli malati che hanno in città, a Foggia. O proprio dall’assenza di modelli. Che mancano.

E allora chiediamoci se la strategia sia quella giusta, se gli adulti e le famiglie - non tutte per carità - non si stiano parlando addosso, se la classe dirigente non debba farsi un enorme, ormai improcrastinabile mea culpa.

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