Si sfiora la rissa in consiglio comunale, Vinciguerra colpito da uno schiaffo

Alcuni dipendenti delle cooperative del verde allontanati da Digos e Carabinieri. In aula volano gli stracci, con tanto di schiaffo in testa al consigliere comunale. Entro 15 giorni pagamenti di dicembre e gennaio

Attimi di tensione a Palazzo di Città

Esordio burrascoso per il Mongelli-bis oggi in consiglio comunale. Sfiorata la rissa tra consiglieri e dipendenti delle cooperative del verde, accorsi a decine a Palazzo di Città per assistere alla seduta dedicata al loro futuro lavorativo, convocata su richiesta della minoranza. Seduta che si preannunciava già dalle prime battute "agitata", tanto da richiedere  - come regolarmente ormai accade a Palazzo di Città - la presenza di Digos e Carabinieri.

Ed infatti, son bastati pochi interventi, sgraditi, dei consiglieri e, in particolare, l'atteggiamento del democratico Luigi Vinciguerra (reo di aver replicato ad una provocazione giuntagli dalla parte opposta della balaustra) per scatenare il putiferio: in aula son volati gli stracci, con tanto di schiaffo in testa al consigliere "incriminato", nel frattempo portatosi sotto la balaustra per spiegare le "sue ragioni".

Solo la presenza del "divisorio" e l'intervento delle forze dell'ordine (che ha portato via i più esagitati) ha evitato che i disordini e l'aggressione degenerassero ulteriormente. Consiglio sospeso per un'ora, ventilata addirittura la possibilità di aggiornarlo per "inagibilità dell'aula". Ma non accade.

I capigruppo, riuniti a lungo in conferenza, raggiungono un'intesa politica - poi approvata all'unanimità dall'aula - che l'amministrazione Mongelli è costretta, obtorto collo, ad accettare: subito, entro 15 giorni, il pagamento delle spettanze arretrate ai lavoratori (almeno due mensilità, dicembre e gennaio, il che significa reperire in due settimane qualcosa come mezzo milione di euro) e altrettanto rapidamente, "tempo 30 giorni dall’approvazione delle seguente mozione - si legge - un adeguato e serio programma operativo che tenga conto dei problemi ricollegabili alla cura del verde pubblico".

PDF PAGAMENTI COOP. DEL VERDE

Cosa voglia dire esattamente questa seconda parte, al di là del tecnicismo delle parole, non è dato saperlo al momento. Anche perché l'amministrazione non sarebbe comunque nelle condizioni economico-finanziarie di bandire una gara da oltre 2milioni di euro in un mese di tempo.

Il servizio di cura del verde, infatti, lo ricordiamo, secondo delibera comunale approvata a giugno dell'anno scorso (e contenente l'intera riorganizzazione dei servizi comunali) dovrebbe andare ai privati tramite bando di gara, al fine di sgravare Amica (per conto della quale le cooperative sociali da anni espletano il servizio) di questo ulteriore fardello economico. Ma da allora, giugno 2011, nulla è stato fatto in questa direzione (se non qualche timido "passo" di recente, molto provvisorio e fortemente contestato dai lavoratori).

Nel frattempo Amica è fallita, le cooperative sociali si sono ritrovate senza contratto e  per oltre 150 lavoratori si profila lo spettro del licenziamento. Ovvio che gli animi siano esasperati. Ma, il ragionamento di molti, è che il rischio che si corre oggi, con questa ulteriore mozione, sia quello di creare false illusioni, perché il Comune di Foggia non sarebbe nelle condizioni di garantire  copertura economica all'impegno assunto.

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Peraltro bisognerà fare i conti con il responsabile dell'Ufficio finanziario, Carlo Di Cesare, che evidenzia come "nessun obbligo giuridico ed economico intercorra espressamente tra Comune di Foggia e cooperative sociali, possono - dice - solo provare a rientrare nel fallimento di Amica". Amica, il cui ricorso del Comune di Foggia contro la decisione del tribunale fallimentare di Foggia non ammetterla a procedura di amministrazione straordinaria è stato discusso oggi a Bari. I giudici si sono riservati la decisione.

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