Sangue, tabulati e immagini incastrano la banda dei portavalori: gioielli erano stati piazzati all'estero da un altro foggiano

Sette arresti per la rapina da 4 milioni di euro al portavalori dei gioielli Bulgari compiuta a Bollate in provincia di Milano

La rapina di Bollate

Il 15 ottobre 2016, alle 08:30 in via La Cava a Bollate in provincia di Milano, sulla rampa di accesso della strada provinciale 46 Monza-Rho, due furgoni portavalori venivano fermati da un gruppo criminale.

I nomi degli arrestati

I momenti della rapina

I rapinatori, con due auto avevano bloccato la rampa in corrispondenza dell’imbocco della provinciale chiudendola al portavalori e ad un’automobile che lo precedeva a breve distanza, mentre una Lancia Delta grigia, che nel frattempo si era frapposta tra il portavalori ed un secondo furgone della Ferrari, aveva costretto l’autista a mettere il furgone di traverso in modo da impedire il sopraggiungere di qualsiasi altro mezzo.

I rapinatori, armati di fucile a pompa, avevano esploso almeno un colpo e prelevato dal baule di una delle autovetture una sega circolare con cui avevano creato un’apertura nel furgone per prelevare i plichi contenenti gioielli della linea «Heritage» della società Bulgari, per un valore di oltre 4 milioni di euro, oltre a diversi gioielli di altre prestigiose case.

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Le immagini video dell'assalto

Telecamere e tabulati

Durante la prima fase dell’indagine sono state visionate svariate ore di videoriprese nelle zone limitrofe, in particolare telecamere della rete autostradale e telecamere della poco distante ditta «Battistolli», dove i gioielli erano stati prelevati poco prima dell’assalto. Ma è solo grazie ad una attenta analisi delle tracce virtuali sulla scena del crimine che è stata avviata l’attività investigativa che ha portato all’individuazione dei componenti del gruppo criminale di origini pugliesi.

Ed infatti, da un lato l’analisi del traffico di cella concentrato nelle zone interessate dalla rapina, dall’altro l’esame dei tabulati delle utenze citofono riscontrate, ha permesso di risalire, uno dopo l’altro, ai reali utilizzatori dei telefoni: tutti soggetti gravitanti prevalentemente nella provincia di Foggia. Delle stesse autovetture utilizzate, la Lancia Delta ed una Renault Megane, poi ritrovata abbandonata in provincia di Milano, entrambe compendio di furto, tre giorni prima della rapina ne è stato riscontrato il transito dalle telecamere autostradali in prossimità di Poggio Imperiale e Cerignola.

La traccia di sangue

Il sopralluogo del personale del Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica di Milano e la successiva attività di laboratorio è stata determinante per estrapolare un profilo di DNA dalla traccia ematica lasciata da uno dei rapinatori che si è procurato un taglio mentre asportava i pacchi dal furgone. Il 13 dicembre 2017, il Gabinetto Regionale Polizia Scientifica Lombardia ha comunicato che la comparazione del campione salivare prelevato a Francesco Scirpoli nel corso di una perquisizione successiva alla rapina, è risultato compatibile con le campionature biologiche prelevate sul furgone portavalori della società Ferrari.

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Il canale per piazzare i gioielli

Durante l’attività investigativa la Squadra Mobile di Salerno, eseguendo delle misure cautelari per altri reati, ha arrestato Giancarlo Valerio D Abramo e Maurizio Correra, foggiano, figura emersa nel corso dell’attività sulla rapina al portavalori «Ferrari» per essere il canale attraverso il quale i gioielli sarebbero stati ricettati. Nel suo telefono cellulare, infatti, sono state ritrovate decine di foto dei gioielli riconosciuti come quelli rapinati il 15 ottobre 2016. Il sequestro dei gioielli è avvenuto nell'aprile 2018 a Londra presso casa d’asta Christie’s e in Germania ad agosto 2018

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