Cronaca

Il caso Puglia zona rossa e quel miraggio color arancione che sa di beffa

261 casi su 100mila abitanti nella settimana dal 9 al 15 aprile 2021, ecco perché la Regione Puglia è stata confermata zona rossa fino al 30 aprile, "fatta salva una nuova riclassificazione"

E' ufficiale, la Regione Puglia resta in zona rossa fino al 30 aprile, "fatta salva una nuova riclassificazione", si legge nell'ordinanza firmata poco fa il ministro della Salute Roberto Speranza in materia per il contenimento della diffusione del virus. Con la Valle d'Aosta e la Sardegna, la Puglia è una delle tre regioni d'Italia ancora in zona rossa. 

Il calcolo è avvenuto tenendo conto dell'incidenza dei casi, 261 su 100mila abitanti (182 la media nazionale), registrato nella settimana 9-15 aprile.

Una beffa se si considera che nella settimana 5-11 aprile, la Puglia presentava un’incidenza di 221,81 (sotto la soglia critica di 250 casi per 100mila abitanti), un livello di ‘rischio moderato’ e un Rt di 0,89. In quella settimana erano stati registrati 8789 casi. In quella oggetto della valutazione della cabina di regia, vale a dire da venerdì 9 a giovedì 15 aprile, sono stati registrati 10315 casi e un tasso di positività del 12,2%.

Resta drammatico il tasso di occupazione dei posti letto nelle terapie intensive che ieri è salito al 48% (la soglia critica è del 30%) e il 50% di occupazione di posti letto nelle aree Covid non critiche di pneumologia e malattie infettive. 

Dati che dovrebbero farci riflettere sul fatto che l’uscita dalla zona rossa potrebbe essere molto più lontana del previsto e finanche delle aspettative di Michele Emiliano, che in tema di emergenza sanitaria si è sempre dimostrato molto accorto.

Ad eccezione di qualche giorno fa quando il 13 aprile, su Facebook, aveva dato ai pugliesi “un’altra buona notizia” sostenendo che i casi fossero in miglioramento: “Finalmente, dopo 5 settimane difficilissime, la curva dei contagi ha cominciato la sua discesa: nel mese di marzo sono stati diagnosticati complessivamente 49.092 casi positivi, oltre 10mila in più dei casi che avevamo registrato a novembre”.

“...il numero delle infezioni sta finalmente diminuendo anche da noi e in tutte le province, anche se con velocità diverse. Nei prossimi giorni, ci aspettiamo di vedere una riduzione della pressione sugli ospedali e anche di vedere finalmente calare il numero dei decessi”.

Per dovere di cronaca nei tre giorni a seguire la pressione ospedaliera non è diminuita, men che meno il numero delle vittime.

“Se l’andamento dei contagi rimanesse stabile, tra 7 giorni in Puglia ci aspettiamo di scendere sotto i 200 casi per 100.000 abitanti e tra 14 giorni sotto i 150 casi per 100.000 abitanti”.

Il giorno successivo si registreranno 1488 casi, due giorni dopo 1867, ieri 1537 casi. Numeri, questi si, da zona rossa.

“Ma il nostro obiettivo dev’essere quello di far abbassare ancora di più la curva, per ridurre al minimo il carico di malattia: questo potrà accadere solo se continueremo, anche nei prossimi giorni, quando verosimilmente le restrizioni verranno allentate anche in Puglia, a mantenere la massima attenzione verso il rispetto delle misure di prevenzione, e a non dare occasione al virus di continuare a diffondersi attraverso i contatti”.

Quella probabilità per ora non si è avverata.

Aveva aperto alla possibilità di un allentamento delle misure restrittive anche l'assessore alle Politiche della Salute della Regione Puglia, Pierluigi Lopalco: "I segnali che noi abbiamo in questo momento in Puglia sono segnali relativi al fatto che siamo effettivamente riusciti a bloccare e a fermare l'ondata pandemica. Ci sono dei buoni segnali di ripresa, dei segnali di abbassamento dei casi, di un allentamento sul settore ospedaliero, che già comincia a farsi sentire. Per cui, i segnali sono positivi".
 

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