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Franco Landella

Franco Landella

Da Landella l’ok al Puglia Pride, ma si evitino "episodi di volgare folklore"

Il sindaco precisa: "L'affermazione di diritti civili non si trasformi in imposizione o prevaricazione culturale né in episodi di volgare folklore". E poi: "Attenzione a manifestazioni sopra le righe"

Franco Landella non nasconde di essere su un’altra posizione rispetto agli organizzatori del Puglia Pride e ai partecipanti, “in ragione della mia formazione culturale e anche della mia fede religiosa”, ma “da amministratore pubblico sono consapevole che su questi temi occorre un atteggiamento diverso da parte della politica, che deve sapersi confrontare con la società per quella che è, senza ignorare l’esistenza di situazioni alle quali deve essere fornita una risposta, anche in termini legislativi”

IL PERCORSO DEL PUGLIA PRIDE

Contrario alle discriminazioni e alle violenze omofobiche, il sindaco di Foggia accoglie l’evento certo che Foggia “saprà dimostrarsi, ancora una volta, comunità inclusiva e sensibile”. Allo stesso tempo invita a fare “attenzione a forme di manifestazione sopra le righe che possono turbare sensibilità diverse da quelle dei partecipanti”

Questo il messaggio integrale del sindaco di Foggia:

La celebrazione del “Puglia Pride” nella città di Foggia è un importante momento di riflessione e di confronto su temi che meritano il massimo della considerazione: dall’allargamento dei diritti civili a favore delle coppie omosessuali sino al contrasto ad ogni forma di discriminazione e di violenza omofobica. Questioni sulle quali da tempo la politica ragiona, anche in termini di rinnovamento sul piano legislativo. Agli organizzatori della manifestazione ed ai partecipanti formulo il benvenuto della città di Foggia, che saprà dimostrarsi, ancora una volta, comunità inclusiva e sensibile». Così il sindaco di Foggia, Franco Landella, nel messaggio rivolto agli organizzatori del “Puglia Pride” ed ai partecipanti alla manifestazione in programma a Foggia sabato 4 luglio.

Come sindaco della città non ho esitato a concedere il patrocinio dell’Amministrazione comunale a questa manifestazione, nella convinzione che le istituzioni debbano dimostrarsi attente a temi come quello che riguarda i diritti e che debbano farlo con un approccio aperto rispetto alla discussione di merito. Ovviamente, si tratta di un atteggiamento che non può annullare le convinzioni che ciascuno di noi possiede, le diverse sensibilità presenti nella nostra comunità, anche di natura religiosa e culturale. Lo affermo perché mai la rivendicazione di diritti può sconfinare nell’imposizione della propria visione. Il tentativo di prevaricazione, soprattutto sul fronte culturale, è sempre sbagliato, da qualunque parte esso provenga.

Da convinto democratico quale sono ritengo che la libertà di manifestazione vada sempre salutata positivamente, rispettata ed assicurata. Allo stesso tempo, proprio per il rispetto reciproco che deve caratterizzare il confronto di idee, vanno però evitate quelle forme di manifestazione “sopra le righe” che possono turbare sensibilità diverse da quelle dei partecipanti. Da questo punto di vista, mi auguro che gli organizzatori, che ho avuto modo di incontrare più volte, sappiano dimostrare quella maturità che è fondamentale per sollecitare un’analisi di merito dei temi rispetto ai quali la manifestazione intende accendere i riflettori. Sono altrettanto sicuro che il sottosegretario Ivan Scalfarotto e l’onorevole Vladimir Luxuria, figli della nostra città, sapranno farsi interpreti di questa opportunità. Se il corteo fosse caratterizzato da episodi di volgare folklore, infatti, si trasformerebbe il “Puglia Pride” da momento di festa in occasione di legittime polemiche e di sdegno da parte della popolazione foggiana, svilendone anche il senso più profondo.

Non nascondo il fatto che su alcune delle questioni su cui si dibatte la mia posizione personale non coincida con quella degli organizzatori e dei manifestanti, in ragione della mia formazione culturale e anche della mia fede religiosa. Lo dico senza ipocrisie, perché l’ipocrisia è qualcosa che non mi appartiene, né sul piano personale né su quello politico. E tuttavia da amministratore pubblico sono consapevole che su questi temi occorre un atteggiamento diverso da parte della politica, che deve sapersi confrontare con la società per quella che è, senza ignorare l’esistenza di situazioni alle quali deve essere fornita una risposta, anche in termini legislativi. Bisogna inoltre imprimere una maggiore forza nella lotta alle discriminazioni e alle violenze omofobiche, pratica, quest’ultima, tanto odiosa quanto stupida.

A tutti coloro i quali manifesteranno sabato rivolgo quindi un appello affinché questo evento sia mantenuto all’interno dei canoni del rispetto di tutti e formulo loro il benvenuto della nostra città, che sarà visitata da migliaia di persone provenienti da tutta Italia e potrà essere così scoperta ed apprezzata da chi non ne conosce la bellezza e la storia. Una manifestazione che sarà quindi anche una opportunità per Foggia. Confrontiamoci e discutiamo, dunque, ciascuno con le sue idee ed i suoi convincimenti, perché i diritti non si trasformino in imposizione, prevaricazione culturale o, peggio, nel tentativo di affermare una sorta di “pensiero unico”, ma rimangano una conquista di civiltà

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