Pochi poliziotti, troppi detenuti, aggressioni frequenti: davanti al carcere scatta la protesta

Mimmo Mastrulli e il Coordinamento Sindacale Penitenziario protestano contro il Governo e il Ministro della Giustizia. Nel capoluogo dauno cento agenti in meno e 230 detenuti in più

La protesta davanti al carcere (Foto di Roberto D'Agostino)

Pochi poliziotti ma carceri sovraffollate. Ancora una volta Mimmo Mastrulli e il Coordinamento Sindacale Penitenziario alzano la voce sulle condizioni in cui sono costretti a lavorare centinaia di agenti di polizia penitenziaria, spesso vittime di aggressioni fisiche e verbali: “55mila detenuti in Italia a fronte di una capienza di 49mila detenuti, mancano 10mila agenti e 3mila del comparto ministero”.

La protesta – contro il Governo e il ministro della Giustizia - è scattata questa mattina davanti al carcere di via delle Casermette nel capoluogo dauno, al cui interno lavorano 290 uomini in divisa rispetto ad un organico che in condizioni normali dovrebbe essere formato da 390 unità. Ci sono invece 550 detenuti, 230 in più. “Nei turni serali ci sono solo dieci agenti che controllano tutto, da qui le aggressioni” sottolinea Domenico Mastrulli.

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Il Co.S.P. chiede inoltre che gli 850 militari della Croce Rossa, specialisti tra ufficiali e sottoufficiali, che starebbero passando nelle cancellerie dei Tribunali, vengano nel corpo della Polizia Penitenziaria”.

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