Gli Amici della Domenica sul Parco De Petra “abbandonato”

GADD: “Che si sia avuto già un incontro per la costituzione di un Comitato di Quartiere finalizzato alla questione parco fa capire che il problema andava solo sollevato”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

gadd-2Lettera di Raffaele De Seenen de Gli Amici della Domenica

"Di cacchina in cacchina, poi, capita pure che ti imbatti in un letamaio, nel senso della complessità della questione.

Ed è successo con il parco a Via De Petra, una struttura in zona nuova della città, attrezzata per lo svago dei più piccoli, ma fruibile da tutti, anche dai nonni. Un luogo di socializzazione, un’occasione per lanciare ponti intergenerazionali, e perché no di trasmissione di cultura e di saperi. Però abbandonato.

Il problema è stato segnalato, gli Amici della Domenica lo hanno attenzionato cercando di accendere un faro così com’è nella loro indole “missionaria”. Di più, hanno dedicato già due domeniche, una sotto la pioggia, e ce ne sarà una terza (11 dicembre), a cercare di ripulirlo e renderlo agibile.

Beh, il fatto che il proprietario del bar lì vicino, già la prima volta, si sia presentato offrendo cornetti e caffè, non è poco. E che la seconda, G. R. e qualche altro del quartiere abbiano preso pala e rastrello, non è da meno.

Che si sia avuto già un incontro per la costituzione di un Comitato di Quartiere finalizzato alla questione parco fa capire che il problema andava solo sollevato, che almeno per l’aspetto rimessa in pristino e fruibilità la cosa è possibile, e che questa strada è percorribile finché non vengano chiarite le questioni inerenti, il possesso, la proprietà e la gestione.

Il GADD non potrebbe neanche costituirsi in un eventuale procedimento legale e sa fin dove può arrivare nel rispetto delle leggi scritte e di quelle non scritte ma patrimonio antico del mero vivere civile: rapporti di buon vicinato, solidarietà, interesse per le cose di tutti, rispetto dell’ambiente e della salute.

Provate a dire ad un affamato che trova un pezzo di pane abbandonato: “Non è tuo, non lo puoi prendere!”. Penso sia difficile anche pensarlo.

Se il parco De Petra, così come credo, prende il nome da quel medico foggiano, che mia madre ora novantaseienne tiene ancora a mente per la sua bravura, cuore e disponibilità nei confronti dei bambini di una volta, parlo di anni ’40-‘50, credo che un’ulteriore riflessione vada fatta. A meno che non si voglia sostenere che è solo un caso.

Andiamo avanti. S’ pot’ fà!!"

Torna su
FoggiaToday è in caricamento