Multa ai volontari della stazione, la Polfer non arretra e va oltre: "Cure ai senzatetto solo nell'atrio dello scalo, via dai binari"

Multa confermata e restrizioni al servizio di volontariato che i Fratelli della Stazione svolgono nello scalo ferroviario da oltre vent'anni. Associazione delusa: "Ora battaglia sarà a livello nazionale"

Dopo la multa ai Fratelli della Stazione, la Polfer conferma la bontà della sua condotta sanzionatoria e va oltre. Lo si apprende dall'associazione di volontariato foggiana: "Alla luce dell’incontro svoltosi ieri mattina tra il Compartimento di Polizia Ferroviaria per la Puglia, Basilicata e Molise, competente per la Sezione di Foggia, e l’associazione Fratelli della Stazione, in riferimento alla multa comminata ai nostri volontari colpevoli di aver violato il Dpr in materia di polizia, sicurezza e regolarità dell'esercizio delle ferrovie e di altri servizi di trasporto del 1980, abbiamo ricevuto – al momento in esclusiva forma verbale – la richiesta di modificare le modalità di servizio in stazione in favore dei senza fissa dimora". 

Il servizio, infatti, potrà proseguire tranquillamente davanti al Terminal della stazione e nelle strade limitrofe (ovviamente), nell’atrio dello scalo ferroviario, ma per questioni di Sicurezza e di Ordine Pubblico non sarà consentito l’accesso sui binari per portare bevande, cibo e coperte ai clochard che dormono da quelle parti. La motivazione – appunto – è riferita alla necessità di rispettare ed adeguarsi alle norme di Sicurezza e di Ordine Pubblico attualmente presenti anche in altri scali ferroviari. Sarà però possibile per i volontari muniti di un tesserino di riconoscimento associativo entrare sui binari per invitare i senza dimora a recarsi nell’atrio antistante per consumare bevande ed alimenti".

"Non nascondiamo di apprendere con stupore ed un pizzico di rammarico la decisione della Polfer che dopo più di vent’anni di volontariato in stazione ed in ragione di quanto accaduto la scorsa notte, chiede ai volontari di adeguare le modalità di servizio alle norme di Sicurezza, convalidando così di fatto le sanzioni commutate ai volontari durante il servizio di volontariato perché privi del titolo di viaggio (biglietto) e venendo meno a quanto invece riferito all’indomani della sanzione stessa.  Altresì, troviamo anacronistica la nota della FSP Polizia di Stato che dopo più vent’anni di servizio si ricorda di invitarci ad informare i vertici della Polizia Ferroviaria dell’attività di volontariato da noi svolta e ben riconosciuta a tutti i livelli istituzionali (nota: lo sportello di Fratelli della Stazione e di Avvocato di Strada è a fianco agli uffici della Polfer).

Probabilmente, però, da questa esperienza bisogna trarre spunti per disciplinare al meglio il servizio in stazione in favore dei senzatetto. Anche per questo, l’associazione Fratelli della Stazione in accordo con l’Osservatorio Nazionale sul Disagio e la Solidarietà nelle Stazioni Italiane – inizierà una battaglia a livello nazionale per disciplinare il vuoto normativo che regola lo svolgimento di attività di volontariato all’interno delle stazioni, notoriamente abitate dai clochard. 

L’obiettivo, dunque, sarà quello di lavorare affinché si arrivi ad una convenzione nazionale che coinvolga le forze dell’ordine, le Ferrovie dello Stato e le tante realtà associative italiane che si occupano di povertà. Questo sarà il nostro prossimo impegno, con la finalità di poter svolgere il servizio senza problemi e raggiungere tutti i luoghi abitati o frequentanti dai senza dimora.

Infine, per evitare dubbi o equivoci, ci teniamo a precisare che le sette multe comminate ai volontari dei Fratelli della Stazione non sono state annullate o cancellate, ma i volontari sono stati invitati a presentare formale richiesta di annullamento in autotutela delle multe. Richiesta che non sarà soddisfatta dai volontari, in quanto le nuove modalità di servizio richieste dalla Polfer danno la sensazione di giustificare l’assurda multa inflitta ai nostri volontari dagli agenti della Polfer. 

Al contrario, i volontari sanzionati hanno chiesto ai legali di Avvocato di Strada di valutare i profili di illegittimità delle sanzioni irrogate e, conseguentemente, di impugnarle formalmente, convinti che la magistratura non potrà che riconoscere che la solidarietà - in quanto valore costituzionale- non può mai essere multata" conclude l'associazione.

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