Tutt'Italia chiede giustizia per Lucky e il Comune di Manfredonia si fa parte civile

Vasta eco per il caso del meticcio trascinato per chilometri legato al gancio traino di un'auto. Il sindaco Riccardi: "Respingiamo ogni tentativo di dipingere la comunità sipontina come un unicum violento e insensibile"

Lucky

L’atroce agonia di Lucky, il cane trascinato per chilometri sula strada, agganciato al traino di un’auto, è tristemente balzata agli onori delle cronache, allineando tutti nel profondo e diffuso sdegno che il fatto ha suscitato e continua a suscitare nell’opinione pubblica locale e nazionale.

“Un atto di gratuita violenza, oltre che di ignobile inciviltà, perpetrato ai danni di un essere vivente indifeso e che lascia sgomenti. La nostra comunità rifugge qualsiasi atto di violenza perpetrato sia ai danni di persone che di animali”, commenta il sindaco Angelo Riccardi che non concede sconti all’autore del crudele gesto, un allevatore locale colto praticamente sul fatto lungo la strada che unisce Manfredonia a Zapponeta.

Sull’accaduto, il Comune di Manfredonia ha dato mandato al proprio ufficio legale di analizzare l’intera vicenda e provvedere a costituire la città come parte civile nel processo che vedrà imputato l’agricoltore sipontino. "Respingiamo con forza ogni tentativo di dipingere la comunità sipontina come un unicum violento e insensibile - precisa però Riccardi -  Nessuna attenuante, quindi, per il grave atto, ma altrettanta fermezza nel respingere offese che sarebbero gratuite se rivolte a tutta la comunità".

Intanto, l’eco del caso relativo al meticcio di Manfredonia sta attraversando l’Italia in lungo e in largo. Da Firenze a Cagliari, sono decine e decine le lettere nelle quali si chiede “giustizia” per Lucky. “Gentili organi competenti, con la presente desidero manifestare tutto il mio sdegno per quanto accaduto a Manfredonia - si legge – e chiedo delle indagini esemplari che possano portare alla scoperta di chi ha causato la morte del cane dopo che, fortunatamente, era scampato a una fine atroce”.

“Un fatto analogo ha avuto luogo in Sardegna, a Irgoli (Nu), circa un mese fa, in quel caso un altro cane, chiamato Amore, è morto a causa delle ferite riportate dopo essere stato trascinato per chilometri legato al gancio traino della macchina di un pastore. Questo episodio ha sconvolto tutti, la notizia ha fatto il giro del mondo, numerosi gli articoli e i servizi, fra tanti quello del programma Le Iene su questa vicenda, e anche la Peta, la più grande associazione internazionale, ha dato spazio alla notizia chiedendo giustizia per questo povero cane”.

“Capirete bene che quanto accaduto, non solo sporca l'immagine della vostra bellissima regione e della gente onesta che ama e difende gli animali, ma chi ha compiuto questo, potrebbe farlo nuovamente, anche sulle persone. Vi chiedo dunque che l'allevatore del Foggiano che ha compiuto questo, paghi secondo quanto disposto dalla legge italiana con il massimo della pena – conclude - e con lui tutti gli altri eventuali complici della morte del povero Lucky”.

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