Mongelli querela Longo, il consigliere replica e attende di leggere le carte

Nell'ambito dell'operazione "Piazza Pulita" in alcune intercettazioni emergerebbero gravi offese a Mongelli. Longo: "Specificherò vicende illegali sue e dell'amministrazione"

Metti una parola oggi, metti un “parolone” domani … e finisce a querela. Classico. Succede sempre così. Anche al Comune di Foggia, dove il rapporto conflittuale tra il sindaco, Gianni Mongelli, e il suo più grande accusatore, il consigliere Bruno Longo, finisce in mano agli avvocati.

Il primo cittadino lo aveva annunciato ieri in aula, nel corso del consiglio comunale, seppur con la delicatezza di non citare il nome del diretto interessato. Nell’esprimere amarezza per gli epiteti riservati alla sua persona che starebbero emergendo da alcune intercettazioni telefoniche nell’ambito delloperazione Piazza Pulita (Mongelli sarebbe stato definito “rimbambito” e “pezzo di m …”), il sindaco aveva infatti dichiarato: “pesanti giudizi sono stati pronunciati nei confronti della mia persona anche da chi in questo momento siede tra i banchi del consiglio comunale. Contro i quali, vi annuncio, ho presentato querela”.  Stupore generale.

Gli sguardi si riversano tutti sul vulcanico consigliere di opposizione, Bruno Longo, “primo accusatore” di Mongelli e autore di pesanti manifesti di denuncia in città contro la gestione del primo cittadino. Mongelli non lo chiama in causa direttamente ma il consigliere pare riconoscersi nel destinatario di quel messaggio se è vero che, nel prendere la parola, ci tiene a precisare di “non odiare nessuno, ma mi sia consentito – dichiara - il dissenso politico rispetto al modo di governare questa città”.

E oggi il “grande accusatoretorna nell’arena con un comunicato stampa in cui annuncia una contro-querela nei confronti del primo cittadino. “Se la notizia riportata dagli organi di stampa è vera – scrive Longo - si è in speranzosa  e positiva attesa di essere convocato dalla magistratura per meglio specificare, eventualmente, tutte le vicende illegali, i comportamenti vergognosamente clientelari e i favoritismi perpetuati dalla sua singolare ed incompetente azione politico-amministrativa”.

Nel frattempo il consigliere resta in attesa, dice, di “verificare la notizia e leggere l’eventuale testo della querela”. Desiderio che sarà presto esaudito.

A breve convocherò una conferenza stampa per rendere pubbliche le ragioni alla base della mia azione legale” dichiara a Foggiatoday il sindaco Mongelli.

Degenera, dunque, tra i due. Sindaco e accusatore passano dalle aule del Comune a quelle del Tribunale. La conferma, ulteriore, del clima difficile che si vive da troppo tempo dentro e fuori il Palazzo. E del quale rischia di beneficiare una sola categoria: quella degli avvocati. 

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