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Cronaca Manfredonia

Rifiuti speciali bruciati illecitamente nelle campagne di Siponto: denunciate quattro persone

I carabinieri hanno sorpreso un pregiudicato 52enne, mentre dava fuoco ad alcuni ammassi di rifiuti speciali. Tre le aree interessate da sversamento, peraltro in una zona sottoposta a vincolo archeologico

A Manfredonia i Carabinieri della Compagnia di Intervento Operativo dell’11° Reggimento “Puglia”, dislocati nell’area in supporto all'Arma territoriale, e quelli della Stazione Carabinieri Forestale “Parco” Lago Salso, hanno deferito all’Autorità Giudiziaria quattro persone per abbandono, gestione e combustione illecita di rifiuti, ponendo sotto sequestro cautelativo e conservativo tre diverse aree.

Un equipaggio dell’11° Reggimento. “Puglia”, transitando di pattuglia in località Siponto, aveva notato in un campo alcuni roghi che sprigionavano alte fiamme e un denso fumo. I Carabinieri, quindi, percorrendo un tratturo, sono giunti in uno spiazzo, dove alcuni individui stavano osservando i fuochi.  Uno di questi, poi identificato in V.S., pregiudicato 52enne, a specifica richiesta dei militari ha riferito di essere sia il proprietario del terreno che colui che aveva materialmente dato alle fiamme alcuni ammassi di rifiuti, composti da materassi, frigoriferi, mobilio, televisori, plastiche, bombolette spray, sanitari e perfino frantumi di lastre di eternit. Dopo aver intimato all'individuo di spegnere il fuoco, i Carabinieri hanno fatto intervenire in supporto personale specializzato della Stazione Carabinieri Forestale “Parco” Lago Salso. I diversi reparti dell'Arma hanno quindi proceduto congiuntamente a tutti gli accertamenti del caso, ma non prima di aver georeferenziato con precisione l’area. I militari hanno così accertato la presenza di tre superfici interessate da sversamento di rifiuti speciali e nocivi: una delle dimensioni di metri 4x7, una di 20x8 e la terza di 7x7, che sono state opportunamente delimitate. Tali aree, insistenti all’interno dello stesso podere sono poste, tra le altre cose, in una zona sottoposta a vincolo archeologico, in quanto situata nelle immediate vicinanze della Basilica Paleocristiana di Siponto.

Gli accertamenti hanno poi consentito di identificare altri tre possessori dell’area interessata, a loro volta deferiti all’Autorità Giudiziaria per la violazione delle norme poste a tutela dell’ambiente e disciplinate dal d.lgvo. 152/2006, nello specifico abbandono di rifiuti, gestione illecita e combustione degli stessi.

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