Dissesto idrogeologico a Candela, il Comune interviene sulle frane

Il sindaco: «il territorio è oggetto di interventi importanti per la messa in sicurezza e prevenzione». 5 milioni di euro per i dissesti idrogeologi non sono chiacchiere

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Nicola Gatta-3Il dissesto idrogeologico è da sempre tra le prime priorità del Comune di Candela. Una realtà che si può toccare con mano e che rende poco credibili le frenetiche attività di raccolte firme, al fine di evitare chissà cosa. Sull’argomento parlano i numeri e i progetti, che ad oggi sono stati cantierizzati e finanziati per la messa in sicurezza del territorio, da sempre martirizzato da frane e dissesti per motivi orografici.

È opportuno ricordare, alla luce di dichiarazioni false e tendenziose, che in merito all'argomento frane l'amministrazione comunale è stata in grado di ottenere finanziamenti per oltre 5 milioni di euro. Un risultato importante, ottenuto solo grazie all’impegno costruttivo del Comune.

Queste somme sono già state destinate per i fondi "FAS", per un totale di 3 milioni di euro,  in corso di istruttoria da utilizzare per il ripristino e bonifica dei dissesti in zona Fosso dei Cavalli; 1 milione di €, poi, destinati al ripristino dei dissesti della frana in zona Cimitero (lavori già appaltati, il cui inizio è previsto a giorni) con un’aggiunta di altri 820 mila € per il completamento, e 420 mila € per lavori di forestazione, al fine di prevenire tali fenomeni in futuro. «Cinque milioni di euro per arginare il dissesto idrogeologico, che attanaglia varie zone del paese, non sono chiacchiere - commenta il sindaco di Candela, Nicola Gatta.

Sappiamo bene quanto sia necessario prevenire e monitorare il fenomeno, e in questi anni abbiamo messo in piedi tutti gli strumenti necessari a garantire la sicurezza del territorio, che, come sappiamo, è sottoposto per motivi naturali al fenomeno. Non aspettiamo le petizioni per muoverci, sappiamo quali sono le urgenze e di conseguenza cerchiamo con una seria programmazione gli strumenti necessari per arginarle».

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