Il dramma di Daniele, il 33enne foggiano con problemi al cuore e senza lavoro

A sette anni il primo intervento al cuore, poi il trapianto nel 2002. L'Inps gli ha ridotto l'indennità di accompagnamento da 700 a 250 euro

Daniele Traversa

Ci sono storie che andrebbero raccontate senza veli per non commettere l’errore di confonderle con altre simili. Storie drammatiche nelle quali i protagonisti sono come risucchiati dalle sabbie mobili e impossibilitati a trovare una via d’uscita. Storie tristi che hanno la capacità, se non altro, come in un fermo immagine, di proiettare la sensibilità altrui laddove spesso ciascuno di noi nel quotidiano fa fatica ad arrivare.

Una di queste è sicuramente quella di Daniele Traversa, 33enne di Foggia nato nel 1980 con una grave cardiopatia congenita, così preoccupante che all’età di sette anni è volato in Texas per sottoporsi ad una delicata operazione, risolvendo però soltanto in parte il suo problema.

Nel 1997 vi ha fatto ritorno per dei controlli e l’anno successivo ha effettuato degli approfondimenti a Rochester nel Minnesota. Questo è stato possibile anche grazie all’aiuto economico di persone facoltose, come Pasquale Casillo e Mirella Alberini, che Daniele – ci confida - non finirà mai di ringraziare.

Con alti e bassi e con la paura di non potercela fare, tra il dolore e l’angoscia dei suoi genitori, Daniele ha stretto i pugni fino al 2002, anno in cui ha deciso di sottoporsi a un trapianto di cuore al Bambin Gesù di Roma. A dieci anni da quel meraviglioso giorno, sul piano della salute le cose vanno decisamente meglio.

Ma la malattia di Daniele, quella che lo fa sentire inutile e moltiplica in lui la convinzione e la paura di non poter costruire un futuro e una famiglia, è il lavoro. Iscritto alle liste di collocamento con il 90% di invalidità, Traversa ha dovuto fare i conti persino con i medici della commissione Inps, che all’indomani dell’ultima visita l’hanno giudicato idoneo al lavoro, riducendogli l’indennità d’accompagnamento da 700 a 250 euro.

In questi anni i suoi genitori le hanno provate tutte pur di trovargli una sistemazione adatta alle sue condizioni di salute, senza però riuscirvi. “Il lavoro per me dov’è? E’ possibile che ora che il signore mi ha offerto una seconda possibilità non possa godermi la vita?” tuona il 33enne.

Figlio di una casalinga e di un operaio, Daniele ha conseguito il diploma di ragioniere e perito commerciale in una scuola privata di Nola. Oggi, dopo anni di sacrifici, vorrebbe soltanto lavorare, pur consapevole di non poter svolgere mansioni troppo faticose. Da grande voleva fare il pilota d’aerei, ma oggi è costretto a volare basso, a lottare contro tutto e tutti, a dover fare i conti con un destino beffardo e un futuro incerto, proprio come la sua vita.

Daniele Traversa vorrebbe anche tornare nell’ospedale di Houston, dove è cominciata la sua (ri)salita e dove ogni giorno altri piccoli pazienti attendono di conoscere il proprio destino affidandosi a un intervento chirurgico. Proprio lì, dove all’età di sette anni ha cominciato ad accarezzare il sogno di una seconda vita, che però, ironia della sorte, si sta rivelando ancor più complicata.

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