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Giovedì, 7 Luglio 2022
Cronaca Chieuti

Chieuti rivuole la Corsa dei buoi, la comunità si ribella e restituisce le tessere elettorali: “Rappresenta la nostra identità”

La Carrese è di nuovo a rischio. Simbolica protesta dei cittadini che vogliono riappropriarsi delle proprie tradizioni. Nasce un comitato spontaneo che ha organizzato una manifestazione pacifica e apolitica prima del prossimo tavolo tecnico

I chieutini rivogliono la ‘Carrese’ e in segno di protesta sono pronti a restituire le loro tessere elettorali. Ieri, in poche ore, dalla mattina al pomeriggio, hanno messo su il comitato spontaneo pro Corsa dei Carri. Si è riunita in tutta fretta la prima assemblea e oggi hanno annunciato una “manifestazione pacifica e apolitica”, ci tengono a precisarlo, in programma giovedì 24 marzo a Chieuti (in un primo momento, fissata a martedì 22, poi posticipata per via di un'autorizzazione).

Un corteo attraverserà le principali vie del paese fino ad arrivare in largo IV Novembre. Qui parleranno i promotori e poi saranno consegnate simbolicamente tutte le tessere elettorali. Si sono dati appuntamento alle 16 davanti all’auditorium (chiesa vecchia). Nasce dal basso, alimentata dalla volontà di ripristinare la corsa dei carri trainati da buoi che, per tradizione, si tiene ogni 22 aprile in onore del Santo patrono, San Giorgio Martire. “Vogliamo riavere la nostra festa per intero, compresa di manifestazione, vale a dire la corsa dei carri, perché rappresenta la nostra identità”, spiega oggi a FoggiaToday Nunzia Paglione che, a nome del comitato, insieme ad Angelo Rubino, ha annunciato la protesta.

Il 5 marzo prima e il 10 poi, il questore di Foggia, Paolo Sirna, ha negato l’autorizzazione a effettuare gli allenamenti propedeutici alla manifestazione storica della Carrese chieutina, “in base alla cogente normativa di contenimento dell'emergenza pandemica”. Nelle sue comunicazioni, faceva riferimento alla ‘zona gialla’ in cui si collocava in quel momento la Puglia, ma avvisava che anche laddove fosse rientrata in 'zona bianca', l’organizzazione avrebbe dovuto presentare “la documentazione concernente le misure adottate per la prevenzione della diffusione del contagio da Covid-19, oltre che un dettagliato piano di safety”.

Secondo quanto comunicato al Comune dall’associazione di promozione sociale ‘Carri di San Giorgio’ che comprende le quattro associazioni dei carri Giovanissimi, La Cittadella, Collefinocchio San Vito e Collefinocchio Vaccareccia, le prove dovevano svolgersi in sei giornate di marzo e aprile, lungo la strada comunale Inforchia-Maresca, sulla parte sterrata del percorso storico che si utilizza il giorno della manifestazione, nel tratto compreso tra la cava di Papa e la masseria Rossini. Il 14 marzo, il sindaco Diego Iacono ha provveduto a firmare l’ordinanza per interrompere il traffico veicolare e pedonale durante gli allenamenti, ma il 18 marzo dalla Questura di Foggia è arrivato il diniego assoluto, e si è visto costretto ad annullarla. Peraltro, dal capoluogo è stata disposta l’intensificazione dei controlli per impedire che si svolgessero gare ed esercitazioni senza il preventivo rilascio di autorizzazioni.

Dalle informazioni in possesso del comitato pro Corsa dei Carri, l’ultima bocciatura sarebbe stata determinata dalla mancata approvazione del piano di sicurezza. “Alcune richieste - spiegano - sono quasi impossibili da soddisfare per lo stesso benessere degli animali”.

Ne consegue che la Carrese stessa è a rischio. Le motivazioni addotte da Foggia non convincono i chieutini. “È il popolo che si è ribellato”, afferma Nunzia Paglione. Non sono le associazioni carristiche a promuovere il corteo, e nemmeno i partiti o le forze politiche. Un paio di persone hanno lanciato l’idea ed è stata subito accolta. “Quello che ci muove, tengo a sottolinearlo, è la volontà del popolo di riacquisire la propria identità, nonché la sua tradizionale corsa dei carri”.

L’ultima corsa, nel 2018, era finita in tragedia: un uomo era stato travolto e ucciso da un cavallo. Nel 2019, il piano di sicurezza presentato dal Comune, per quanto emendato tre volte per accogliere le prescrizioni arrivate dai tavoli in Prefettura, era stato bocciato. Poi è arrivata la pandemia e la Carrese è stata annullata per due anni di seguito. A febbraio del 2021, il sindaco ha chiesto formalmente al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e all’assessore regionale al Bilancio, Raffaele Piemontese, una forma di ristoro economico per le associazioni carristiche, un “congruo contributo a sollievo delle ingenti spese” sostenute dalle associazioni, perché ognuna accudisce almeno 4 buoi e 11 cavalli, utilizzati unicamente per la manifestazione ultracentenaria, che fa parte delle manifestazioni storiche della Regione Puglia ed è stata iscritta nel registro regionale dei rituali festivi legati al fuoco. L'amministrazione comunale aveva già provveduto a devolvere negli anni precedenti 6mila euro a sostegno delle associazioni carristiche, ma il dissesto finanziario non le permetteva di fare di più.

Ora la Carrese rischia un altro stop. Mercoledì è previsto un ulteriore tavolo tecnico e la comunità tenta di salvare la sua Corsa dei carri. “Si tratta della nostra cultura, delle nostre origini, soprattutto perché scopo della Carrese è correre per il Santo patrono – afferma Nunzia Paglione - Noi non vinciamo niente, si vince l’onore di portare il Santo in processione. È una manifestazione molto sentita dalla popolazione e noi vogliamo riappropriarci della nostra identità”.

Articolo aggiornato alle ore 20:10 a seguito della comunicazione della nuova data della manifestazione pervenuta dal comitato spontaneo Pro Corsa dei Carri.

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