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I carabinieri di Canosa

I carabinieri di Canosa

Confiscati i beni di Luigi Curci, elemento di vertice del clan cerignolano 'Piarulli-Ferraro'

Sequestrati nuovamente i beni a Canosa di Puglia e Milano: il patrimonio era stato accumulato illecitamento, 3 milioni di euro investiti a fronte di 800 euro annui dichiarati al fisco

La Corte di Appello di Bari (Sezione Misure di Prevenzion), in base alla normativa del 'Codice Antimafia', ha emesso un decreto di confisca nei confronti di Luigi Curci, 62enne di Cerignola, già condannato per associazione di tipo mafioso e traffico illecito di sostanze stupefacenti e ritenuto elemento di vertice del clan 'Piarulli-Ferraro' attivo nel territorio ofantino.

Le immagini video della confisca dei beni

L'annullamento del decreto di revoca

Il provvedimento è scaturito da un ordinanza emessa dalla Corte di Appello di Bari in cui è stato disposto il ripristino del sequestro e della confisca emesso dal Tribunale – Sez. M.P. di Trani, in seguito all’annullamento, da parte della Suprema Corte di Cassazione, del decreto di revoca della Corte d’Appello. 

Il sequestro e la confisca dei beni

Sono state pertanto pienamente confermate le risultanze delle indagini effettuate dai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Bari in cui era stato evidenziato come, sia il proposto che i suoi congiunti, fossero i proprietari di un patrimonio accumulato illecitamente.
E’ stato pertanto ripristinato il sequestro e la contestuale confisca per i seguenti beni: a Canosa di Puglia tre appartamenti, due locali commerciali, un capannone industriale, un magazzino, un' autovettura e un terzo del capitale sociale di un autoscuola. A Milano un appartamento e un box auto.

Lo stile di vita di Luigi Curci

Lo stile di vita di Curci, monitorato dagli investigatori per circa 30 anni è tale che, a fronte di circa 800 euro annui di media dichiarati al fisco, ha investito somme di denaro ingiustificati (circa 3 mln di euro).

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