Il carcere di Foggia è vecchio e inadeguato? Scatta la proposta: "Impieghiamo i detenuti per i lavori di manutenzione"

La proposta di Vito Messina, Segretario Regionale Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria Puglia e Basilicata, dopo aver visitato la struttura: "Avremmo così un duplice effetto, abbattere i costi e impiegare gli utenti in lavori di pubblica utilità"

Il carcere di Foggia

"Personale insufficiente per garantire sorveglianza e standard di sicurezza". E' lapidario, oltre che unanime, il commento del Segretario Regionale USPP Puglia e Basilicata e del Segretario Locale  di  Foggia sulle condizioni del complesso penitenziario di Foggia.

"Facciamo appello all’Amministrazione tutta, alla politica locale e nazionaleaffinchè si facciano carico delle condizioni limite, oltre la soglia di sostenibilità in un paese che si definisce civile e all’avanguardia", spiega Vito Messina, Segretario Regionale Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria Puglia e Basilicata che, il 25 settembre, insieme a  Maurizio Ferrara, Segretario Locale USPP Polizia Penitenziaria, hanno visitato il carcere di Foggia.

"Il carcere di Foggia ha oltre 30 anni di vita. In questo lungo periodo, gli interventi di mantenimento dell’efficienza della struttura con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sono stati più una conseguenza di casualità che di una pianificazione scrupolosa. La conseguenza che allo stato il riscontro fatto è di  una struttura vecchia e inadeguata, per grandi tratti è superata e priva delle basilari condizioni igienico sanitarie per gli spazi in comune a disposizione del per il personale di polizia penitenziaria, con sistemi di sorveglianza inadeguati", affermano Messina e Ferrara.

La criticità maggiore è costituita, però, "dalle difficili condizioni di lavoro per il personale di polizia penitenziaria. A fronte di una popolazione carceraria di circa 650 detenuti, il personale dedicato ai servizi di sorveglianza è inadeguato a fronteggiare un sovraffollamento di questa portata anche in considerazione della tipologia di utenza ospitata. È indubbia la nostra preoccupazione in considerazione dell’insufficienza del personale a gestire la pressione di oltre 650 detenuti e sono all'ordine del giorno molti incidenti causati dal sovraffollamento".

Di qui la proposta della USPP: "Interventi strutturali anche con l’utilizzo di detenuti, attraverso i relativi corsi di formazione che vengono pianificati nei percorsi formativi degli stessi, al fine di  garantire le attività di manutenzione dell'Istituto. Così avremmo così il duplice effetto positivo di abbattere i costi e impiegare gli utenti  in lavori di pubblica utilità. Inoltre sarebbe  importante installare docce nelle stanze di pernottamento". Infine l'appello che si rivolge a tutte  le Istituzioni e tutti i livelli dipartimentali dell’Amministrazione Penitenziaria  nonché al mondo politico a livello locale e parlamentare della Capitanata: "Bisogna che si facciano carico del questione, per ammodernare e potenziare il carcere, dotandolo di tutti i più moderni sistemi di sorveglianza, ma anche per ampliare l'organico della Polizia  Penitenziaria. Solo così si può cancellare questa vergogna e vincere una battaglia fondamentale di civiltà". 

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