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I lavoratori nei campi

I lavoratori nei campi

Il business dei campi sulla pelle dei lavoratori: sequestrati gli averi di cinque soggetti e due società

Il Tribunale di Foggia, con ordinanza del gip Dello Iacovo, ha posto sostto sequestro denaro, conti bancari, veicoli e immobili a 5 soggetti e due società di Borgo Cervaro e Borgo Incoronata

Storie di ordinario affarismo nei campi della provincia di Foggia. Con ordinanza del gip Dino Dello Iacovo, il Tribunale di Foggia ha posto sotto sequestro denaro contante, conti bancari, veicoli e immobili appartenenti a cinque soggetti e a due società, operanti una a Borgo Cervaro e l’altra Borgo Incoronata, per intermediazione illecita della manodopera e sfruttamento del lavoro (oltre al connesso illecito amministrativo). I soggetti sono Potito Miscia, Nicola Varraso, Michela Russo, Pavlivska Mariya, Vincenzo Lioi e le società Bionatura Soc. Coop. Agricola e “Guzzetti Giampaolo e Stefano S.S.” 

Secondo l’ipotesi accusatoria, in un arco di tempo compreso tra ottobre 2016 e gennaio 2017, numerosi lavoratori (tra cui un minore), di nazionalità italiana e straniera, sarebbero stati “destinati in condizioni di sfruttamento” con “retribuzioni esigue, turni massacranti, condizioni degradanti e assenza di cautele antinfortunistiche”, a eseguire prestazioni lavorative presso le due imprese.

Le indagini sono scaturite da una denuncia presentata nel 2016 dal responsabile della Camera sindacale di Ascoli Satriano (Potito Cornacchia, scomparso l’anno scorso, che, per questo, fu vittima di una serie di atti intimidatori) e hanno consentito di raccogliere “solidi elementi indiziari a carico di tutti i predetti indagati, che trovano la loro fonte principalmente in tabulati e intercettazioni telefoniche ed ambientali (che raccontano – si legge nel provvedimento - in presa diretta i contatti illeciti dedicati alla minuziosa gestione delle intermediazioni incriminate), nonché nella documentazione in sequestro (vedi la contabilità “di comodo” rinvenuta a seguito di perquisizione) ed infine, ad ulteriore riscontro, nelle dichiarazioni rese da una parte dei lavoratori interessati”.

In particolare Miscia e Pavlivska, “con approfittamento dello stato di bisogno e con l’aggravante delle minacce di interruzione dei rapporti lavorativi in caso di rendimento inadeguato o di mancato pagamento di illecite spettanze”, il primo “procacciava i lavoratori, pattuendo le condizioni delle prestazioni, inducendo ed informando gli interessati, accompagnandoli nei luoghi delle prestazioni, riscuotendo le retribuzioni, versandole ai lavoratori e pretendendo per sé somme di danaro a titolo di rimborso spese o di provvigione”; quanto invece alla Pavlivska “conservava i resoconti di ore di lavoro e importi dovuti, ricevendo dai lavoratori il danaro dovuto al complice e tenendo i rapporti con i responsabili delle imprese o il personale addetto al controllo e al coordinamento dei lavoratori”. 

Varraso e Russo, invece, “nella qualità rispettivamente di legale rappresentante della Bionatura Soc. Coop. e di dipendente della medesima impresa addetta al controllo e alla vigilanza dei lavoratori impiegati a seguito dell’intermediazione del Miscia, impiegava i lavoratori, sottoponendoli alle predette condizioni di sfruttamento e approfittando del loro stato di bisogno; parimenti per Lioi, dipendente della società semplice Guzzetti Giampaolo e Stefano, addetto al controllo e al coordinamento della forza lavoro. Quanto alle due società, da un simile scenario ne traevano evidente vantaggio.

Il gip, pur non accogliendo le richieste di misura cautelare avanzate dal pm (per esclusione dei rischi di inquinamento probatorio, di fuga e di reiteramento del reato), ha disposto: nei confronti di Miscia il sequestro preventivo di due furgoni (utilizzati per il trasporto dei lavoratori sfruttati) e di danaro contante, conti correnti, mobili ed immobili nella sua disponibilità (anche per interposta persona) fino a concorrenza dell’importo di euro 16.969,00; nei confronti di Varraso, il sequestro preventivo di danaro contante, conti correnti, beni mobili ed immobili nella sua disponibilità (anche per interposta persona) fino a concorrenza dell’importo di euro 13.663,00; nei confronti della società semplice “Guzzetti Giampaolo e Stefano”  il sequestro preventivo di denaro, correnti bancari o postali/titoli di credito, fino a concorrenza dell’importo di euro 27.599,00.

Il profitto dei reati ipotizzati è stato ricostruito e quantificato dalla PG sulla base delle trattenute indebite per ogni singola ora di lavoro svolto dai lavoratori impiegati presso la Bionatura, e delle somme corrisposte dai braccianti al Miscia per l’utilizzo dei furgoni rispetto al numero totale dei viaggi effettuati presso le aziende interessate e, rispetto alle aziende agricole, sulla base delle differenze retributive tra gli importi annotati sui fogli di presenza sequestrati e quelli previsti dal contratto provinciale dei lavoratori agricoli e florovivaisti di Foggia, tenuto conto dei luoghi di provenienza dei lavoratori.

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