Continua la "caccia ai caporali", furgone di braccianti fermato dopo inseguimento: due arresti

Fermati due uomini, un trentenne del Gambia e un trentaseienne del Mali, ritenuti presunti caporali. Sono stati arrestati per resistenza a pubblico ufficiale. Quello che era alla guida del mezzo è risultato sprovvisto di patente

Il furgone bloccato

Lo scenario è sempre lo stesso: un furgone Ford Transit, con i sedili sostituiti da panche per aumentarne la capienza, stipato di migranti che all’imbrunire fa ritorno verso Borgo Mezzanone dopo una giornata di lavoro nei campi.

Ma questa volta, il mezzo è stato intercettato dai Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile del NORM della Compagnia di Cerignola,  lungo la Provinciale 77, la strada provinciale che da Cerignola porta a Manfredonia, e che per i migranti è la via del rientro a Borgo Mezzanone. Prosegue, infatti, la caccia ai furgoni dei "caporali" i militari, notato da lontano il mezzo sovraccarico di persone, hanno intimato l’alt. L’autista, invece di arrestare la marcia, come spesso accade in questi casi ha accelerato l'andatura, svoltando proprio verso Borgo Mezzanone, e poi ancora verso Orta Nova, innescando un pericoloso inseguimento durato oltre 10 chilometri.

Improvvisamente, avendo capito di non poter sfuggire, il mezzo si è arrestato e tutti gli occupanti si sono dati alla fuga a piedi per le campagne circostanti. I due carabinieri della pattuglia, nell'impossibilità di poter rincorrere tutti, si sono concentrati sui due che erano seduti nei posti anteriori, individuati quindi come possibili “caporali”, riuscendo a raggiungerli e a bloccarli, ma sono al termine di una breve colluttazione. I due uomini, un trentenne del Gambia e un trentaseienne del Mali, entrambi senza fissa dimora sul suolo nazionale, anche se di fatto domiciliati nell’area dell’ex aeroporto, sono stati tratti in arresto per resistenza a pubblico ufficiale.

Uno dei due, l’autista del mezzo, è risultato sprovvisto di patente di guida, mentre il furgone era privo di copertura assicurativa e delle condizioni minime di sicurezza, attese le modifiche effettuate all’interno del cassone. I due, su disposizione del P.M. di turno, sono stati associati presso la Casa Circondariale di Foggia, misura poi confermata dal Giudice competente a seguito della convalida dell’arresto. Sono ora in corso ulteriori accertamenti al fine di risalire a loro eventuali responsabilità per tutto ciò che concerne il reato di intermediazione illecita  e sfruttamento del lavoro.

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