Cronaca

Troppo alcol e assembramenti ingestibili: nella tranquilla Bovino locali chiusi all'1,30 e stop alla musica alle 24

Ordinanza del sindaco valida fino al 30 settembre. Ricalca quella firmata e poi ritirata prima dell'entrata in vigore a Castelluccio dei Sauri. Anche questa volta, l'esigenza primaria è tutelare la quiete pubblica e il decoro urbano

Locali chiusi all'1,30, con uno strappo alla regola a Ferragosto e nei giorni della Festa Patronale, quando si potrà tirar tardi fino alle 3, e musica spenta a mezzanotte: l'ordinanza del sindaco di Castelluccio dei Sauri, ritirata prima che entrasse in vigore, ha fatto scuola.

Stavolta è il sindaco di Bovino, Vincenzo Nunno, solo un po' più clemente rispetto all'orario di chiusura, a dichiarare guerra al consumo smodato di alcol, agli assembramenti notturni ingestibili, al disturbo della quiete pubblica e all'abbandono di vetri. Con l'ordinanza n. 14 del 7 luglio, valida fino al 30 settembre, ha vietato innanzitutto la vendita e il consumo all'aperto di bevande in vetro o in lattina da asporto dalle 21 alle 7 del mattino, a meno che non si sosti nelle pertinenze di un esercizio autorizzato. I commercianti rischiano fino a 15 giorni di sospensione dell'attività. Si può bere in bottiglie e bicchieri di plastica o di carta.

Concertini, piano-bar, karaoke e similari sono autorizzati dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 24. In ogni caso, a mezzanotte si spegne la musica, salvo eccezioni per specifiche manifestazioni oggetto di provvedimenti ad hoc.

"Il numero degli eventi da realizzare nell'arco della settimana - si legge, peraltro, nell'ordinanza - è oggetto di valutazione da parte del Comune in ragione della natura degli stessi e della prossimità a luoghi sensibili".

I pubblici esercizi che somministrano alimenti e bevande devono chiudere dall'1,30 alle 5,30 e nei giorni 15, 28, 29 e 30 agosto potranno protrarre l'orario fino alle 3.

L'ordinanza contingibile e urgente va sotto il titolo di "misure di sicurezza a tutela della salute, dell'incolumità pubblica e della vivibilità urbana".

È, però, la premessa a destare particolare attenzione anche in questo caso, come nel testo del collega che poi ha fatto marcia indietro. I toni sono edulcorati, ma i concetti sono pressoché gli stessi. Almeno una generazione non ne viene fuori così bene, per quanto i riferimenti siano ai più scapestrati e non si associ il consumo di alcol a quello di droga, circostanza censurata a Castelluccio dei Sauri.

"Il grave problema del consumo di bevande alcoliche", a quanto pare, in certi comuni dei Monti Dauni sta diventando un fenomeno preoccupante, e se a metterlo nero su bianco è la massima autorità sanitaria non c'è da dubitarne. "Si pone in stretta correlazione con altri fenomeni collaterali riconducibili al mancato rispetto delle misure anti Covid19 e al degrado e disordine urbano - spiega il sindaco di Bovino nel provvedimento - quali atti vandalici contro il patrimonio pubblico, disturbo alla quiete pubblica, imbrattamento del suolo pubblico attraverso l’abbandono di rifiuti e contenitori di plastica e di vetro spesso frantumati, che oltre a costituire grave nocumento e pericolo per l’integrità fisica delle persone, contribuiscono a promuovere diffusi e giustificati sentimenti di allarme, percezione di insicurezza, nonché senso di abbandono e di incuria".

Il consumo di bevande alcoliche determina "situazioni di abbandono in luoghi pubblici di bottiglie di vetro e altri oggetti da parte dei soggetti dediti all’uso dell’alcool, che, in situazioni di evidente stato di ebbrezza, determinano a loro volta il concreto ed attuale pericolo della loro utilizzazione quale strumenti atti alla commissione di reati contro la persona, quali minacce, lesioni e, potenzialmente, risse".

I fenomeni descritti "sono verosimilmente riconducibili a una consolidata e inarrestabile diffusione dell'abitudine di consumare bevande alcoliche, e non solo, nelle aree in cui l'offerta delle medesime risulta praticamente continua, costante e proveniente da un numero elevato di esercizi attivi nelle zone più frequentate da giovani e turisti in genere".

Nelle corpose considerazioni si menziona la formazione di assembramenti, specie nelle ore notturne, da quando la Puglia è entrata in zona bianca: i controlli delle forze dell'ordine non bastano ad evitarli e il consumo di alcol, stando a quanto osserva il sindaco, li facilitano.

Il riposo, poi, lo si evince da più punti dell'ordinanza, viene prima dello svago a Bovino. E, per la cronaca, se i titolari dei locali non vigilano a che gli avventori non disturbino il riposo delle persone rischiano la revoca della concessione del suolo pubblico.

Reduci da un lockdown e restrizioni di ogni genere, non è il massimo, per quanto la trasgressione di bere una birra alle 2 davanti ad un bar, magari per sfuggire al caldo, debba necessariamente contemperarsi con l'esigenza di tutelare la quiete pubblica ed evitare assembramenti. 

Bovino è uno di quei borghi dei Monti Dauni che, oltre ai suoi 3mila abitanti, d'estate si popola e tanti giovani tornano volentieri in paese per trascorrere le vacanze. Per ora, almeno pubblicamente, nessuno si è lamentato e, probabilmente, dormono sonni più tranquilli.

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