Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Avvisi di garanzia a Landella e Mongelli: sul Tribunale è “omissione di atti d’ufficio”

L'ex sindaco Mongelli: "Non c'è stata alcuna volontà di non adempiere agli atti richiesti". Landella: "Sereno e fiducioso". Informazioni di garanzia anche a Potito Belgioioso e Fernando Biagini

Quattro avvisi di conclusione delle indagini sono stati recapitati questa mattina ad altrettanti personaggi di primo piano del Comune di Foggia. Si tratta del sindaco Franco Landella, dell'ex primo cittadino Gianni Mongelli, e due dirigenti, il responsabile attuale dei Lavori Pubblici Potito Belgioso e l'ex dirigente del settore Fernando Biagini. Oggetto: il Tribunale di Foggia ed i lavori di messa in sicurezza della struttura. L'accusa per tutti e quattro è omissione di atti d'ufficio.

Per la Procura avrebbero risposto con ritardo alle note del Tribunale relativamente ai lavori nella struttura. In particolare Landella e Belgioso sono accusati di aver omesso di rispondere ad istanze ricevute dal Servizio di vigilanza sull'igiene e la sicurezza dell'amministrazione della giustizia (VISAG) nelle quali gli si chiedeva, in qualità di Sindaco del Comune di Foggia, di comunicare le iniziative intraprese dall’amministrazione comunale al fine di garantire la sicurezza e la salute dei luoghi di lavoro presso il palazzo di Giustizia. L'ex sindaco Gianni Mongelli e l'ex dirigente comunale Fernando Biagini sono accusati anche di non aver effettuato parte dei lavori richiesti (gli altri sono stati regolarmente eseguiti). Una notizia piombata come un fulmine a cielo sereno su Corso Garibaldi e sui protagonisti si sono visti recapitare la missiva di 6 pagine e che tentano in queste ore di mettere insieme i tasselli dell'oggetto d'accusa e ridimensionarne la portata.

Il primo a parlare con nota ufficiale è Landella (di cui riferiamo  a parte) che si dice "assolutamente sereno e fiducioso di poter chiarire quanto prima la mia posizione, nella certezza che non possano addebitarsi al Sindaco, titolare dell’indirizzo politico dell’amministrazione, compiti che non gli spettano, così come stabilito sin dalla riforma introdotta con la c.d. legge Bassanini. A tal fine, ho immediatamente dato mandato al mio legale di fiducia, avv. Michele Curtotti, per chiedere di essere ascoltato dal Sostituto procuratore titolare di tale indagine, al fine di chiarire la mia assoluta estraneità a tale addebito".

I destinatari hanno venti giorni di tempo per presentare memorie. "Non c'è stata alcuna volontà di non adempiere agli atti richiesti" si difende invece l'ex sindaco Gianni Mongelli. "Molti lavori sono stati realizzati, anche se con ritardo. La legge impone che il Comune anticipi il denaro per quel tipo di interventi, che il Ministero rimborsa solo successivamente. E con i noti problemi dell'ente Comune è facile immaginare come fosse difficile adempiere".

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