Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Marijuana ‘vietnamita’ ed ‘afgana’ sul Gargano: blitz nei campi, scovata piantagione e arrestato 'giardiniere'

L'attività dei carabinieri a San Nicandro Garganico: i militari si sono imbattuti in una piantagione da 1050 piante per un peso complessivo di 200 kg; 177.142 lw dosi potenzialmente ricavabili, che avrebbe fruttato circa 800.000 euro

La piantagione sequestrata

Una vasta piantagione di marijuana, tutte piante del tipo ‘vietnamita’ ed ‘afgana’, è stata scovata dai carabinieri sul Gargano. Più precisamente in agro di San Nicandro Garganico, dove i carabinieri di San Severo, con il supporto dei Cacciatori di Puglia, hanno individuato la piantagione e arrestato un nigeriano incensurato, colto nella flagranza del reato di coltivazione illecita di sostanze stupefacenti.

Nel dettaglio, nel corso delle attività di monitoraggio delle aree rurali della parte nord della Capitanata, i militari si sono imbattuti in una estesa piantagione di marijuana: circa 1050 piante per un peso complessivo di 200 kg, per numero di 177.142 dosi potenzialmente ricavabili, che avrebbe fruttato circa 800.000 euro. Si tratta di piante del tipo ‘vietnamita’ ed ‘afgana’ (qualità di piante più piccole e basse rispetto a quelle di comune coltivazione), che risulta meno individuabile, anche a un controllo dall’alto.

Immediatamente, i carabinieri hanno avviato una attenta e paziente attività di osservazione, che ha portato ad individuare, dopo pochissimo, un soggetto, a piedi, che si prendeva cura delle colture, irrigando le piante e controllandone lo stato di crescita. Con una manovra repentina e coordinata, tutto il personale ha circondato l’area e, con una rapida incursione, hanno bloccato e arrestato l’uomo. Sottoposte a sequestro tutte le piante coltivate nonché la somma di 1.500 euro in contanti trovati in possesso dell’uomo.

Gli arboscelli sono stati inviati al Laboratorio di analisi delle sostanze stupefacenti del Comando provinciale carabinieri di Foggia per le analisi qualitative e quantitative sul principio attivo.Al termine di tutte le verifiche, i cui esiti sono stati pienamente condivisi dal magistrato di turno della procura di Foggia, l’uomo è stato tradotto in carcere in attesa delle disposizioni dell’autorità giudiziaria che, nell’udienza di convalida, ha confermato la custodia cautelare in carcere.

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