Mani strette al collo e 300 chiamate al giorno, poi evade dai domiciliari per costringere l'ex a tornare con lui: arrestato

L'uomo, 31enne foggiano, è stato arrestato dalla squadra mobile per il reato di evasione e, dopo l’arresto, colpito da ulteriore ordinanza del GIP, impositiva della custodia cautelare in carcere in aggravamento della precedente misura

Immagine di repertorio

Non si rassegna alla fine della relazione con l'ex moglie, e continua a perseguitarla - arrivando anche a stringerle le mani al collo e 'ossessionarla' con oltre 300 chiamate al giorno - nonostante una misura cautelare personale in atto. 

E', in breve, l'incubo vissuto da una giovane donna foggiana. Per il fatto, lo scorso 30 ottobre, gli agenti della Squadra Mobile, al termine delle indagini coordinate e dirette dalla locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione ad ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal GIP presso il Tribunale di Foggia, nei confronti di un foggiano classe ’88, gravemente indiziato dei delitti di maltrattamenti contro familiari e lesioni personali aggravate ai danni della propria ex moglie.

L’attività investigativa posta in essere permetteva di ricostruire la condizione di crescente disagio e umiliazione patite dalla donna, tanto da spingere quest’ultima ad abbandonare il tetto coniugale e  trasferirsi, insieme al figlio della coppia, presso l’abitazione dei propri genitori. In data 13 ottobre, in costanza di separazione di fatto, il 31enne - durante un incontro con la propria ex moglie per vedere il figlio - tentava di convincere la donna a tornare insieme. La discussione degenerava al secco rifiuto di quest’ultima, tanto che l'uomo cominciava a picchiarla, mettendole le mani alla gola, tanto da farle perdere quasi conoscenza, altresì colpendola violentemente più volte al volto e al capo con pugni.

Nonostante l’esecuzione della misura cautelare personale, il 31enne - in stato di arresti domiciliari - nella medesima data di esecuzione del provvedimento coercitivo, si recava presso l’abitazione dei genitori della propria ex moglie, citofonando insistentemente e chiedendo di poter salire. A seguito della denuncia della vittima - dalla quale, unitamente agli accertamenti esperiti, venivano accertate oltre 300 chiamate senza risposta effettuate dall'uomo sull’utenza cellulare della propria ex moglie - in data 31 ottobre gli agenti della Squadra Mobile procedevano all’arresto in flagranza differita per il reato di evasione.

Al termine delle formalità di rito, attesa la gravità del reato posto in essere dall'uomo, il quale, nonostante lo stato di arrestato domiciliare, si recava presso la dimora della propria ex moglie, su disposizione del P.M. di turno presso il Tribunale di Foggia, veniva associato presso la locale casa circondariale e attinto, successivamente all’arresto, da ulteriore ordinanza del GIP presso il Tribunale di Foggia, impositiva della custodia cautelare in carcere in aggravamento della precedente.

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