Società è mafia camaleontica, lo Stato la 'martella' per liberare Foggia. De Raho: "Serve vostra spinta per annientarla"

Il blitz antimafia 'Decimabis' con 40 arresti. Contestati reati che vanno dalle estorsioni a tutto campo all'usura, tentati omicidi e tentativi di infiltrazione e condizionamento nel settore delle aste pubbliche, dei servizi di vigilanza e nella pubblica amministrazione

Immagine di repertorio

Scacco ad una mafia camaleontica, arcaica eppure moderna, in grado di re-inventarsi e cambiare pelle dopo ogni colpo inferto. Ma la Società Foggiana è anche una mafia ormai messa alle corde dallo Stato che negli ultimi tre anni ha inferto duri colpi alle singole batterie e all’intera organizzazioni. 

Vere e proprie ‘batoste’ sotto forma di operazioni antimafia (60 negli ultimi tre anni, ovvero dalla strage di San Marco in Lamis ad oggi), importanti sequestri di beni e di stupefacente (la ‘benzina’ per gli affari illeciti) e oltre 400 arresti e 60 interdittive antimafia in poco più di 36 mesi. Risultati che, alla lunga, stanno ricucendo (ma mai abbastanza) il rapporto cittadinanza-Stato. Tra queste, la maxi-operazione odierna - 'Decimabis', ideale prosecuzione di 'Decimazione' dell'autunno 2018' - che ha portato all'arresto di 40 persone.

Sono ricomparsi i collaboratori di giustizia, alcune vittime hanno ricominciato a denunciare”, sottolinea in conferenza stampa il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho. “Questa nuova operazione porta all’arresto di 40 persone, tutti esponenti di vertice delle tre batterie”, che solitamente operano insieme ma a volte si scontrano in sanguinose guerre di mafia.

De Raho sottolinea le estorsioni a tutto campo, "per modificare le corse o al mercato settimanale di Foggia", per le quali la gente ha paura di parlare e c'è poca reazione. "Pur tuttavia i cittadini hanno cominciato a denunciare" sottolinea. "Lo Stato avanza, recupera il territorio a garanzia dei cittadini. Il ciittadino abbia fiducia, in questo momento può avere fiducia, la sua parola darebbe una spinta straordinaria per annientare totalmente questa mafia foggiana. Primo nemico dello Stato"

E’ un bel momento - spiega Roberto Rossi della Dda di Bari - Abbiamo avuto spesso la sensazione che la mafia foggiana fosse impenetrabile, che fosse impossibile scalfire la sua forza sul territorio. Ora il senso di impunità che ha spesso pervaso la mafia foggiana è terminata”. Al crimine organizzato si risponde con una investigazione organizzata: tutte le forze di polizia e inquirenti insieme su un unico obiettivo. 

Nell’ordinanza-monstre, oltre 230 pagine, vengono contestati reati che vanno dalle estorsioni a tutto campo (in danno di fantini per gare truccate, di imprenditori, aziende operanti in vari settori e ambulanti del mercato), reato di usura, tentati omicidi e tentativi di infiltrazione e condizionamento nel settore delle aste pubbliche, dei servizi di vigilanza e nella pubblica amministrazione. “Siamo intervenuti all’interno della ‘zona grigia’, dove l’economia va purtroppo a braccetto con una parte della criminalità organizzata. Siamo intervenuti in maniera decisa, punendo elementi di connessione e ambiguità”, conclude.

“Le indagini hanno permesso di squarciare il velo dell’omertà che aleggiava su imprenditori foggiani, che si erano ben guardati, salvo poche eccezioni, dal rivolgersi alle forze di polizia per denunciare i taglieggiamenti subiti”, si legge nell’ordinanza del gip. Un passaggio chiave al quale si riallaccia Francesco Giannella della Dda di Bari: “Da queste indagini è emerso che alcuni collaborano, molti altri no. Allora la domanda è: vogliamo continuare a vivere così?”.

Da qui l'invito del procuratore capo di Foggia, Ludovico Vaccaro: “Questa operazione dimostra che lo Stato c’è e sta lavorando per tutti. Abbiate coraggio: con le vostre denunce ci aiutate a liberare questo territorio bello e ricco dall’oppressione del crimine, per una economia finalmente libera e sana”.

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