Manfredonia: predoni del rame in azione all’Acquedotto Pugliese, arrestati

Gli agenti hanno notato una Fiat Punto parcheggiata vicino al locale acquedotto con il cofano posteriore alzato. Poco dopo hanno sorpreso i due mentre uscivano dal locale

I due predoni del rame arrestati

Una camera di manovra dell'Acquedotto Pugliese, quella che gestisce l'intera distribuzione idrica del comune di Manfredonia, è stata presa di mira dai cosiddetti 'predoni del rame'. Gli agenti di polizia hanno colto in flagranza di reato e arrestato due persone, evitando che i continui furti potessero avere conseguenze più gravi, ad esempio bloccando l'intera distribuzione di acqua nel centro sipontino.

In manette sono finiti, con l'accusa di furto aggravato in concorso, M.F., 44 anni, e C.D.M., 29. La camera di manovra era stata individuata dagli inquirenti come possibile bersaglio tra i cosiddetti obiettivi sensibili. Gli agenti, nel corso delle perlustrazioni, hanno notato una Fiat Punto parcheggiata vicino al locale acquedotto con il cofano posteriore alzato. Poco dopo hanno sorpreso i due mentre uscivano dal locale.

Con sé portavano una grata di ferro. Durante la perquisizione della vettura, sono state rinvenute altre due grate, alcuni interruttori magneto-termici, dei cavi elettrici ed attrezzi per lo scasso. I due avevano creato un varco nella rete di recinzione posta a protezione del locale acquedotto, mentre per consentire l'accesso alla camera di manovra, era stata completamente scardinata la porta.

Gli operai dell'acquedotto hanno accertato che tutte le grate, che consentivano il passaggio tra i vari impianti, erano state rubate. Inoltre i quadri elettrici utilizzati per il monitoraggio dell'impianto erano stati privati degli interruttori e dei cavi elettrici. Uno dei due, non nuovo a tali episodi, nell'aprile del 2012 era stato arrestato con altre persone per il furto di cavi di rame in un'azienda.

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Le grate trafugate, rivendute ad un raccoglitore di metalli, avrebbero fruttato circa 50 euro, mentre il rame sarebbe stato rivenduto a 4 euro al chilogrammo; sicuramente all'acquedotto pugliese, per ripristinare i danni arrecati, occorreranno diverse migliaia di euro.

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