Cronaca

Peppino il pescatore è il 'Dio del mare'. Sul Gargano il 'pantheon' di Tricarico, "per tornare a dare fiducia all'uomo"

Il volto campeggia in gigantografia in una casa diroccata a Foce Varano. L'ideatore Alessandro Tricarico: “E’ il primo di una serie di templi dedicati a divinità nostrane, semidei con pregi e difetti umani, ma ammantati da un'aura di misticismo”

Il 'tempio' a Foce Varano

“Peppino è un vecchio pescatore. Vederlo come un ‘Dio’ è una cosa forte. Il mio obiettivo è tornare a mettere l’essere umano al centro di ogni cosa. Un vero e proprio culto per tornare a dare fiducia all'uomo”.

Mantenendo fede a questa idea, una visione precisa e dalla profonda suggestione, il fotogiornalista Alessandro Tricarico lo ha eletto a ‘Dio del mare’, inserendolo in un suo personale ‘Pantheon’, che prenderà vita nei mesi a seguire in varie località del Gargano, “quelle misconosciute, quelle meravigliose ma oscurate da località mainstream come Peschici o Vieste”, assicura riallacciandosi al famoso ‘turismo di prossimità’ di cui tanto si è parlato dopo il lockdown.

Il volto di Peppino campeggia in gigantografia nell’interno di una vecchia casa diroccata a Foce Varano. “E’ il primo di una serie di templi dedicati a divinità nostrane, semidei con pregi e difetti umani, ma ammantati da un'aura di misticismo”. Il volto segnato dal sole e dal tempo, la lunga barba bianca: “E’ un Dio della spuma di mare, delle stelle e protettore delle murene. Dio notturno, capace di grande misericordia e temibile vendetta”. Così lo immagina: “Dotato di forza sovrumana, con una carezza può spazzare via le nuvole e causare maremoti. Quando sorride, invece, le cicale si zittiscono negli uliveti”.

Il primo tempio viene ’santificato’ oggi: “Non è un giorno casuale: è il solstizio d’estate, ho scelto il giorno più lungo dell’anno, in un anno bisestile e segnato dalla pandemia". Nella testa di Tricarico c’è già la mappa dei prossimi luoghi che comporranno il suo ‘Olimpo’. “Per ora li tengo per me. E’ un progetto totalmente autofinanziato e non vorrei sbilanciarmi con programmi difficili da rispettare”, spiega. Di certo, sono tutti “luoghi al di fuori delle rotte turistiche, posti bellissimi che purtroppo sono poco conosciuti ai più. Tutti situati sul Gargano, promontorio sacro di natura e terra di miti e leggende”.

Quale criterio dietro il ‘matrimonio’ tra l’immagine e il luogo? “In questo caso, Peppino è un Dio del mare e non poteva stare lontano dall’acqua", semplifica. "Ma in generale no, non c’è una regola fissa: è più una scelta d’istinto, una danza, una folgorazione: ogni persona, quindi ogni divinità, avrà il suo profilo che andrà a legarsi inevitabilmente al contesto. Quando trovi la persona che ti fa scattare la scintilla, proprio come nell'amore, può capitare anche con questo: c’è chi ti dà prima, chi più degli altri e devi essere tu pronto a cogliere quello che ti sta donando”, conclude.

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