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Giovedì, 30 Giugno 2022
Cronaca

La vita di Scrocco prima di essere ammazzato

Da luglio 2020 era detenuto in regime di semilibertà dopo la condanna a 16 anni per l'omicidio di Giuseppe Speranza del 2 gennaio 2010 a Foggia.

Per l’omicidio di Giuseppe Speranza – sorvegliato speciale ucciso il 2 gennaio 2010 con due colpi di pistola calibro 9 nei pressi della chiesa Sacro Cuore del Rione Candelaro - Alessandro Scrocco, all’epoca dei fatti appena 19enne, era stato condannato a una pena complessiva di 16 anni e due mesi, non soltanto per il delitto del 29enne maturato dopo un violento litigio scoppiato la notte di Capodanno, ma anche per esplosioni pericolose e violazione della legge sulle armi.

Scrocco, 32 anni, si trovava in regime di semilibertà dal luglio 2020. Stava scontando l’ultima parte della sua pena attraverso i servizi sociali: dal lunedì al venerdì al Banco Alimentare, il martedì e il giovedì pomeriggio presso la parrocchia di Gesù e Maria. Tutte le sere rientrava in carcere. Esattamente così come stava facendo ieri 17 maggio.

Suo malgrado, però, intorno alle 20.45, mentre in retromarcia stava parcheggiando la sua Nissan all’esterno dell’istituto penitenziario di via delle Casermette, è stato freddato con almeno tre colpi d’arma da fuoco, verosimilmente un fucile o una mitraglietta. Raggiunto alla nuca, i colpi non gli hanno lasciato scampo. E’ morto sul colpo (le immagini video).

Nelle immagini di una telecamera di videosorveglianza – che ha ripreso tutte le fasi dell’omicidio - si vede un uomo uscire da un’auto, fare alcuni metri con l’intento di non farsi notare e poi sorprendere la vittima alla guida, aprendo il fuoco da distanza ravvicinata. Il killer sale su un'auto già in moto e scappa via con il complice alla guida.

Gli agenti della squadra mobile - che indagano sul secondo omicidio avvenuto a Foggia nel 2022 dopo quello di Roberto Russo - nella notte hanno effettuato una serie di accertamenti tra stub e perquisizioni.

Il fatto che non risultino collegamenti, men che meno contatti con la criminalità organizzata locale, da parte della vittima, non escluderebbe alcuna pista. Tuttavia, la scelta del killer di giustiziare Scrocco davanti al carcere di Foggia, a pochi metri dall’ingresso principale, rende bene l’idea del livello di sfrontatezza raggiunto da delinquenti e criminali, siano essi, contigui alle batterie di Foggia o del tutto estranei al circuito sanguinoso della malavita in città.

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