Cittadinanza onoraria ai minori figli di cittadini stranieri, il 25 aprile speciale a Troia: “Tutti hanno la stessa dignità”

Dopo la mozione del consigliere di minoranza Giuseppe Beccia, votata all’unanimità dal Consiglio Comunale, il conferimento della cittadinanza a circa 50 minori residenti sul territorio comunale

Una festa nella festa, per questo 25 aprile, a Troia. Nel corso delle celebrazioni organizzate dall’amministrazione comunale per commemorare l’anniversario della Liberazione d’Italia dal nazifascismo, la consegna degli attestati di cittadinanza onoraria per i minori figli di cittadini stranieri residenti nel territorio troiano.

Un atto simbolico, un piccolo segno che ha visto il Comune di Troia conferire la cittadinanza onoraria a quasi 50 minori, residenti sul territorio comunale, che, di fatto, rientra nel solco delle iniziative volte a sollecitare una soluzione normativa nel vuoto legislativo nazionale che non concede oggi la cittadinanza italiana ai bambini nati in Italia, solo perché figli di immigrati.

“I più bei fiori sbocciati questo 25 aprile, Festa della Liberazione, sono i bambini residenti a Troia, figli di genitori stranieri, cui oggi abbiamo conferito la cittadinanza onoraria, un’emozione unica!” afferma il sindaco Leonardo Cavalieri “Nel futuro della nostra comunità, nessuno potrà mai sentirsi straniero, poiché solidarietà ed uguaglianza sono il collante di quell’unico cuore che è al centro della nostra cittadina”.
Negli scorsi mesi il Consiglio Comunale di Troia aveva votato all’unanimità la mozione del consigliere di minoranza Giuseppe Beccia, per un gesto simbolico, ma denso di significato per tutta la comunità.

“Viviamo uno dei periodi storici probabilmente più bui della nostra Italia repubblicana” continua Cavalieri, “in cui i rigurgiti fascisti, l’intolleranza e la fobia per lo straniero sono gli argomenti preferiti con cui taluni esponenti della politica nazionale affascinano le masse provate dalla crisi economica degli ultimi anni. Non è possibile accettare passivamente simili condotte, non è possibile per una comunità che ha imparato a conoscere il valore dell’uguaglianza dei popoli anche attraverso il prezioso operato dei Padri Comboniani uniformarsi alla deriva xenofoba che pare sia impressa al Belpaese. Chiunque, indistintamente dal colore della pelle, dalla religione o dalla propria provenienza geografica ha uguale dignità e non riconoscere una verità tanto lampante quando si parla di bambini credo sia un affronto allo stesso valore della vita. Siamo umani e pertanto affermiamo con gioia e fermezza che chiunque cresce in Italia è italiano, accogliendo l’invito di UNICEF Italia, di ANCI e della miriade di organizzazioni che ogni giorno si impegnano per una legge di cittadinanza basata sullo Ius Soli”.

Gli sguardi e i sorrisi dei bambini hanno reso manifesta la gioia vissuta oggi dai piccoli cittadini onorari di Troia.

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