L'altra Siponto, un'intera città sottoterra ancora tutta da scavare: emerge porzione di un abitato medievale

A poche settimane dall'avvio del cantiere, emergono i primi importanti risultati e si tracciano le prospettive per stagioni future. L'archeologo Giuliano Volpe: "Grande progetto di conoscenza, funzionale allo sviluppo del turismo culturale e della fruizione"

Gli archeologi ingranano la marcia sul parco archeologico di Siponto, dove è in corso la prima campagna di scavi promossa dalle Università di Foggia e Bari.

A poche settimane dall'avvio del cantiere, emergono i primi importanti risultati e si tracciano le prospettive per stagioni future: "In questa fase, stiamo scavando una porzione di abitato medievale - nello specifico una abitazione di grandi dimensioni, con più vani e funzioni - risalente alla fase di abbandono di Siponto, tra XIII e XIV secolo, quando la città vecchia viene abbandonata in favore della nuova, ovvero la Manfredonia fondata da Manfredi", spiega il professore Giuliano Volpe, archeologo dell'ateneo barese e in passato rettore di UniFg.

La città sepolta all'ombra della Basilica

"Si tratta di un piccolo tassello di un progetto di scala amplissima, che riguarderà l'intera città", assicura. "Anche in questa fase, infatti, stiamo scavando nei pressi dell'anfiteatro romano, anche lì nella fase di sovrapposizione medievale, e stiamo effettuando una grande prospezione geofisica della città. Quasi tutti i 20 ettari sono stati coperti da prospezioni magnetiche, le indagini hanno rilevato la presenza di una intera città sotto terra, fittamente costruita e tutta da scavare".

Un'altra area importante sarà quella relativa all'antico porto, "ora interrato", continua Volpe, "che era il più importante della Daunia. Anche lì avremo l'opportunità di indagare magazzini, edifici di culto, banchine portuali. E' un progetto improtante che coinvolge due università, quella di Bari e quella di Foggia, che coinvolge studenti, dottorandi e specializzandi, e che contiamo di sviluppare nel corso degli anni coinvolgendo studenti di altre università italiane e straniere".

L'obiettivo, infatti è quello di "costruire un progetto di conoscenza, che sia funzionale allo sviluppo del turismo culturale e della fruizione, per fare del parco di Siponto un vero parco archeologico noto non solo per la bella installazione di Edoardo Tresoldi, ma innanzitutto per i documenti archeologici che ora sono sotto terra ma che stiamo progressivamente portando alla luce" | IL VIDEO

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