Sanitaservice e il duro lavoro delle postazioni 118. La lotta al virus in prima linea. Gli hub, i 'jolly' e le internalizzazioni

La società che gestisce i servizi di supporto all'Asl di Foggia ha implementato anzitempo organizzazione e personale per reggere i numeri della pandemia

Il sistema del 118 è uno scacchiere piuttosto complesso. È una premessa generale indispensabile per capire come funzioni il servizio di emergenza urgenza in provincia di Foggia.

La centrale operativa che risponde fisicamente alla richiesta di soccorso fa capo al policlinico Riuniti, la gestione della rete è della Asl, l'ente pubblico titolato a fornire medici e infermieri, ma la parte operativa è composta da Sanitaservice per il 60%, che mette a disposizione mezzi, autista, barelliere, soccorritore e in alcuni casi anche infermieri. Per il 40% dalle associazioni di volontariato. È un minestrone. Oggi questo sistema è chiamato a una prova senza precedenti.

POSTAZIONI, JOLLY E HUB - La società in house dell'Asl già da mesi, in previsione della seconda ondata, aveva chiesto e ottenuto, tramite la Asl, la stabilizzazione di quattro postazioni del 118 aggiuntive, approvata dalla Regione Puglia. In provincia di Foggia ce n'erano 43-44. A settembre, sono state aggiunte le seconde postazioni a Cerignola, a Manfredonia e a Torremaggiore, e una a Troia che serve anche di supporto a Foggia. Sono preziose, e a conti fatti ce ne sarebbero volute forse anche il doppio, ma già quattro consentono di reggere l'iperafflusso di questi giorni.

Alcune scelte del recente passato si sono rivelate provvidenziali durante la pandemia. A fine 2019, Sanitaservice aveva istituito nell'organigramma una figura che è stata poi implementata con assunzioni a tempo indeterminato: il jolly. Nel 118 ci sono una quarantina di figure di questo genere che consentono di coprire malattie, infortuni e positività.

Già durante la prima ondata, sono stati attivati nuovi servizi. "Da subito, già da marzo di quest'anno, abbiamo istituito i cosiddetti hub, in tutte le sedi provinciali - spiega l'amministratore unico di Sanitaservice Massimo Russo - Foggia, Torremaggiore, Cerignola, Manfredonia, Vico del Gargano, San Marco in Lamis, e questa settimana proveremo ad aprirlo anche a Lucera, dove ci sono dei centri di sanificazione: tutte le ambulanze, le Usca, anche qualche mezzo delle forze dell'ordine, ogni volta che fanno un intervento passano da noi, effettuano la sanificazione secondo i protocolli ministeriali, lo smaltimento dei Dpi e si riforniscono di nuovi dispositivi di protezione per il successivo intervento".

Il servizio è dedicato anche ai dipendenti dell'Asl, alle associazioni di volontariato delle 19 postazioni destinate ad essere internalizzate, ma che non lo sono ancora: quasi 800 persone che gravitano intorno al sistema, oltre ai quasi mille dipendenti della Sanitaservice che fornisce tute e mascherine per tutti. "Lo abbiamo strutturato grazie alla Asl e grazie anche alla protezione civile che ci fornisce una parte anche importante di materiale".

L'INTERNALIZZAZIONE - Nonostante il marasma generale, il processo di internalizzazione del 118, procedura complicata, è in dirittura d'arrivo. Il Tar ha rigettato la richiesta di sospensiva presentata da alcune associazioni di volontariato.

Si attende la sentenza, ma la scelta di non propendere per una misura cautelare lascia pensare che il Tar possa promuovere l'operazione.

Dopo l'ok del Tribunale Amministrativo regionale la procedura non si è interrotta e dal primo gennaio si conta di attivare l'internalizzazione. Per quanto riguarda il Cup, la settimana scorsa è arrivata la sentenza di primo grado che ha considerato valida la procedura e anche in questo caso dal primo gennaio dovrebbe essere internalizzato.

Sin dall'inizio della pandemia, la società ha adottato rigidi protocolli operativi che dettano le linee, condivise con la centrale operativa, su cosa fare e cosa indossare, come operare nei casi dei diversi codici, giallo, rosso, rischioso, covid.

I CONTAGI - Il virus è arrivato anche qui. Ma rispetto alla notizia circolata una settimana fa sui 17 positivi, Sanitaservice precisa che non si trattava di nuovi contagi in un solo giorno, ma della fotografia dei positivi a quella data: un dato statico che poi dinamicamente cambia, in rapporto alle persone che guariscono e si negativizzano o a nuovi eventuali casi. Nel novero dei positivi ci sono persone in quarantena per contatti stretti su cui è stata riscontrata la positività a seguito del tampone, che rappresenterebbero, secondo l'azienda, circa il 60-70%. Sanitaservice monitora quotidianamente tutti i propri dipendenti positivi. 

I DECESSI - Altra precisazione: non sono tre i dipendenti di Sanitaservice vittime del Covid. "I deceduti nel 118 sono stati fino ad oggi 4: uno era dipendente delle associazioni di volontariato, e non possiamo rispondere dell'operato altrui - spiega Massimo Russo - uno purtroppo è deceduto la settimana scorsa per un infarto a casa sua, non era né positivo, né in quarantena, né aveva avuto contatti stretti. In questi numeri quattro è diverso tre, tre è diverso da due, perché parliamo di vite umane. Degli altri due, uno Nicola Ciccomascolo. È una vicenda molto particolare per la quale ci siamo assunti la responsabilità di fare una denuncia all'Inail per incidente sul lavoro".

In caso di denuncia, scatta automaticamente l'indagine da parte degli organi competenti, sul piano civile e penale. Per circostanze che dovranno essere accertate nelle sedi competenti, Nicola Ciccomascolo era privo delle protezioni protocollari in un contesto che poi si è rivelato pericoloso. Il soccorritore potrebbe essere una vittima del sistema. Dalle prime verifiche, Sanitaservice ha capito subito che la delicata vicenda meritasse doverosamente un approfondimento. 

Era la notte tra il 2 e il 3 marzo. Massimo Russo ricorda come la sera prima si fosse giocata una partita con il pubblico allo Zaccheria, tanto per rendere l'idea di quale fosse la percezione del virus allora. La centrale operativa che fa capo ai Riuniti, a seguito del triage telefonico, attiva l'intervento. A seconda del tipo di caso, si attivano specifici protocolli operativi. Nicola Ciccomascolo è intervenuto per una frattura, ma c'erano due positivi che poi sono addirittura deceduti. 

Da ultimo, non ce l'ha fatta un soccorritore della postazione di Serraccapriola, Alberto Cavalli. "È uno dei migliori dipendenti di Sanitaservice, una delle persone più apprezzate dai colleghi". Alberto lascia tre figli, e una moglie che lavora anche lei nella stessa società, "una nostra bravissima dipendente e infermiera nel 118".

L'Asl ha annunciato ieri che avrebbe chiesto all'amministratore unico di Sanitaservice di avviare una indagine conoscitiva su quanto accaduto. "Noi daremo a chiunque ce lo chiede tutta la documentazione e le informazioni - afferma oggi Massimo Russo - ma dalle prove e dai dati di fatto oggettivi non c'è alcun elemento di collegamento tra l'evento sanitario, purtroppo nefasto, e l'attività lavorativa".

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