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Giovedì, 25 Aprile 2024
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Emergenza abitativa: l'Arca rimedia 12 alloggi per le famiglie sgomberate e 1 milione dalla Regione per i lavori

Rimodulato e riapprovato dai commissari che gestiscono il Comune di Foggia l'Accordo di Programma risalente al 2021, mai sottoscritto

È stato rimaneggiato un’altra volta l’Accordo di Programma per la gestione dell’emergenza abitativa e la promozione di azioni di antimafia nella città di Foggia tra la Regione Puglia, il Comune e l’Arca Capitanata, stilato a dicembre del 2021, già modificato ad aprile dell’anno successivo, ma mai stipulato. L’ultima versione dello schema è stata riapprovata dalla commissione straordinaria il 10 gennaio. La Giunta regionale l’aveva già adottata il 29 dicembre.  

Non è stata la nomina del nuovo amministratore unico dell’Agenzia regionale per la Casa e l’Abitare, Pippo Liscio, designato proprio in quei giorni, a richiedere una correzione della convezione mai sottoscritta. E, anzi, le ulteriori modifiche apportate contemplano l’ultimo atto del suo predecessore, sebbene non compaia più tra i firmatari, Denny Pascarella, che ha dato una bella sterzata alle politiche di contrasto del disagio abitativo.

Le soluzioni dei commissari stralciate

A quanto si evince dalla delibera di Giunta regionale del 7 dicembre per la ridefinizione degli interventi per la gestione dell’emergenza abitativa nella città di Foggia, menzionata dai commissari, l’accordo non è stato sottoscritto per più di un anno a causa dell’indisponibilità di un’ala della scuola Moscati, inizialmente individuata dal Comune per essere adibita temporaneamente ad alloggi abitativi.

Le doglianze della dirigente e dell’intera comunità scolastica, si ricorderà, avevano convinto i commissari a soprassedere e individuare un immobile alternativo. Tant’è che a marzo la Regione Puglia aveva già provveduto ad emendare il testo, specificando che “il Comune di Foggia si sarebbe impegnato a individuare un’altra struttura in luogo della scuola Moscati, da adibire all’emergenza abitativa”. Meno di un mese dopo, la commissione straordinaria sembrava aver individuato la soluzione, tanto da metterla nero su bianco in un’altra formulazione: la scuola dell’infanzia comunale ‘Sorelle Agazzi’, in via Menichella, che sarebbe stata dismessa di lì a poco. Ma qualcosa dev’essere andato storto e l’accordo di programma si è arenato.

Per la verità, nella prima determina di dicembre relativa alla sistemazione in una struttura ricettiva delle famiglie sgomberate dall’ex Distretto, il capo di Gabinetto, Maria Concetta Valentino, scriveva che l’accordo, a quella data, non aveva ancora sortito "gli effetti sperati", per quanto l’amministrazione lo avesse approvato. L’edificio scolastico ‘Sorelle Agazzi’ è stato stralciato dal testo dell’accordo, nonostante, ad oggi, sia stato adeguato ad alloggio temporaneo per ospitare una famiglia sgomberata proprio dall’ex distretto.

L’eredità di Denny Pascarella

Alla fine, dieci giorni prima dello sgombero della Caserma Oddone, è stata una nota dell’Arca Capitanata, che ha assunto nuovi impegni, a consentire di superare l’impasse. L’ex Iacp ha individuato 12 alloggi per sistemare le famiglie dell’ex Distretto militare e della palazzina pericolante nella terza traversa di via San Severo. Si tratta di 4 unità abitative, di cui una per invalidi, ricavate dalla riqualificazione dell’ex scuola ‘Lepore’ in via Ordona Lavello; 4 appartamenti di proprietà di Arca sparsi in città e 4 alloggi derivanti dalla riqualificazione dell’ex scuola ‘Collodi’ di Foggia in via Raffa, già occupata abusivamente e sgomberata il 22 novembre scorso.

La spesa complessiva per ristrutturare e adeguare le unità immobiliari ammonta a un milione di euro, risorse messe a disposizione dalla Regione Puglia che ha concesso ad Arca Capitanata uno stanziamento straordinario, come sancito dalla delibera di Giunta regionale del 7 dicembre. In base al precedente accordo, Arca avrebbe dovuto, invece, utilizzare le economie derivanti dal Fondo straordinario emergenza Covid19 per canoni e servizi Erp. È stato stabilito, peraltro, che l’assegnazione degli alloggi ai nuclei familiari della palazzina pericolante al civico 1 della terza traversa di via San Severo e dell’ex distretto militare, come specificato anche nell’ultima versione del testo dell’accordo, sarà temporanea per un periodo massimo di due anni. Scadenza difficile da rispettare in una città strozzata dall'emergenza abitativa, dove le soluzioni alloggiative temporanee, di norma, sono durate decenni. Le unità immobiliari saranno assegnate ai nuclei familiari “in possesso di legittimo titolo”, si legge ora negli atti.

Sono confermati i lavori di riqualificazione di Parco San Felice da “destinare come spazio sociale a presidio della legalità”, su progetto predisposto dal Comune di Foggia, e le attività concordate nel Tavolo di concertazione per la promozione di interventi di antimafia sociale, finanziati sempre dalla Regione con 50mila euro.

Le famiglie dell’ex distretto militare, sgomberate lo scorso 5 dicembre, dopo una ventina di giorni in una struttura ricettiva, sono state ospitate provvisoriamente nella palazzina della Protezione Civile e nel plesso ‘Sorelle Agazzi’ di via Menichella, una sistemazione di fortuna, al caldo ma senza elettrodomestici, che doveva durare, secondo quanto riferito agli sfrattati, una quindicina di giorni.

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