Tesseramento PD, Nada Pennacchia: "A San Severo è stato regolare"

Il tesseramento al PD è stato regolare ed il Partito si deve aprire a tutti i movimenti con i quali ha dialogato e compiuto dei percorsi politici.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Nella mia qualità di cittadina sanseverese aderente al Partito Democratico sin dalla sua nascita, con responsabilità politiche che vanno oltre la sfera cittadina, dove pure sono impegnata sia nel Direttivo che nella Segreteria, essendo componente della Direzione Regionale e dell'Assemblea Nazionale del Partito, sento il dovere di dare il mio contributo al dibattito in corso nella nostra città e nella nostra provincia sull'apertura del PD.

Si è appena concluso il tesseramento al Partito per l'anno 2015 ed i dati che esso ci consegna dimostrano che non vi è stato alcun assalto alla diligenza, così come da alcuni paventato. Lo stesso numero di tessere circa 450, quasi quanto Foggia, con un leggero incremento ed un turnover fisiologico del 20/25%. Il Segretario, Leo La Pietra e la sua Segreteria stanno svolgendo un buon lavoro. Il Partito è vivo e presente sul territorio con iniziative rilevanti.

A settembre abbiamo celebrato una bella Festa dell'Unità, con iniziative importanti e qualificanti; una manifestazione molto riuscita e partecipata sull'Agricoltura in generale e sulla Xilella in particolare si è tenuta nel mese di dicembre, un'altra sulla legge di stabilità è programmata per la fine del mese e la segreteria cittadina ne sta organizzando altre sul RED e sulla proposta di legge regionale sulla Trasparenza.

Per un Partito che nell'estate del 2014, all'indomani delle elezioni amministrative, era nelle condizioni che tutti conosciamo non mi sembra poco. C'è un gran parlare, a proposito ed a sproposito, di allargamento del Partito, di apertura, di inclusione. Io sono certamente d'accordo con coloro che dicono che allargare un partito "significhi non mischiare mai il vino con acqua, ma mettere assieme persone di diversi orientamenti a riconoscersi in un'identità e in un progetto comune".

Ho citato volutamente parole di altri per poterle commentare senza infingimenti. Si dice mettere assieme persone di diversi orientamenti perché le persone che la pensano alla stessa maniera stanno già insieme e non necessitano di essere messi assieme. Francamente non capisco cosa c'entrino il moralismo o la superficialità. Se abbiamo fondato il PD, senza rivendicare diritti di primogenitura che non appartengono a nessuno, è perché abbiamo creduto nel suo progetto e negli ideali espressi dalla Carta dei Valori e dal Codice Etico. Il Partito Democratico è un partito vero ed inclusivo per definizione.

Per ragioni di tempo e spazio, mi limiterò alla mia San Severo, ma analogo discorso si può, ed a mio parere, si deve fare per l'intera Capitanata. Con "I Popolari", "San Severo Democratica" e "Centro Democratico", il PD ha iniziato un percorso sin dal giugno 2014, quando, in occasione del ballottaggio per le amministrative, non avendo il proprio candidato sindaco ricevuto il consenso degli elettori, in sintonia con tutti gli organismi superiori, ha appoggiato il candidato sindaco della coalizione "Bene Comune" Francesco Miglio. Che qualcuno non abbia condiviso tale scelta ma abbia rivolto le proprie attenzioni verso il centrodestra, è notorio.

Percorso che è continuato con la dichiarazione del capogruppo consigliare, in consiglio comunale, di appoggio all'Amministrazione; con la partecipazione ad una Giunta composta anche da assessori delle succitate compagini politiche, del proprio segretario regionale Michele Emiliano; con il sostegno imprescindibile ed indispensabile, dato dal Partito a livello provinciale e comunale, alla candidatura e quindi all'elezione di Francesco Miglio alla presidenza della provincia, in contrapposizione al candidato di centrodestra Franco Landella; con il concorso alla netta affermazione di Michele Emiliano alle primarie di coalizione prima ed alle consultazioni per l'elezione del presidente della giunta regionale poi; e si potrebbe continuare ancora.

Non siamo in teatro e non stiamo recitando una parte nell'ultima commedia del grande Eduardo: qui gli esami finiscono, anzi, a mio parere sono durati abbastanza. Io penso che in città, ma analogo discorso si potrebbe fare per l'intera Capitanata, tutti coloro che si riconoscano nel percorso suindicato abbiano titolo per stare nel Partito Democratico a differenza di alcuni che, pur essendoci, spesso hanno deviato, non mi fanno paura, saranno, se lo riterranno, i benvenuti.

Le paure ed i moralismi, i falsi moralismi di chi apre le braccia e le porte agli amici che non ne avrebbero diritto e le vorrebbe chiudere alla società che si avvicina e chiede di entrare, non ci devono sfiorare. Non serve tirare in ballo Bersani e Cuffaro, si tratta di un parallelismo improponibile.

Chiedo al mio segretario, Leo La Pietra, ed agli altri componenti della segreteria, di avviare una serie di incontri bilaterali appunto con le forze politiche summenzionate, al fine di promuovere l'ingresso di quanti lo desidereranno nel PD, ben consapevoli però che entrerebbero in un Partito vero e con delle regole sancite dagli Statuti Nazionale e Regionale, dalla Carta dei Valori e dal Codice Etico.

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