Bevilacqua "ribbellione" shock a 'La Zanzara': "I ricchioni? Sono 'peccati' anche loro"

La sua ultima uscita pubblica è via radio, per la trasmissione “La Zanzara”, in onda su Radio 24. Incalzato dall'intervistatore sul Puglia Pride, le parole del candidato sindaco che hanno indignato il mondo LGBT di tutt’Italia

Gerardo Bevilacqua. Foto: Aurelio Cianciotta

A pochi giorni dall'attesissimo comizio di chiusura, in programma il 28 maggio a Cerignola, il candidato sindaco "ribellione' del centro ofantino, Gerardo Bevilacqua, non perde occasione per far parlare di sé. Etichettato come il “Cetto La Qualunque” di Capitanata, Bevilacqua è diventato il fenomeno di questa campagna elettorale: le sue prodezze e i suoi comizi sui generis sono rimbalzati dai giornali locali alle tv nazionali, rimbalzando di social in social.

La sua ultima uscita pubblica è via radio, per la trasmissione “La Zanzara”, in onda su Radio 24, dove Bevilacqua è stato incalzato dall’intervistatore sul Puglia Pride, che il prossimo 4 luglio terminerà con la parata finale a Foggia. “I froci, i ricchioni?”, chiede Bevilacqua. “No, lasciamo perdere, sono ‘peccati’ anche loro. Hanno questo difetto perché sono nati così, ma sono esseri umani anche loro, come noi. Non so come nascono, mia madre m’ha fatt nasc bun, me, frat’m e l’ sor mej (tradotto: mia madre ha fatto nascere bene me, mio fratello e le mie sorelle). Sono 'peccati', ma sono persone e figli di Dio anche loro”. Parole che hanno indignato il mondo LGBT di tutt’Italia.

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L’accaduto è stato ripreso anche dal portale LGBT Italia che così stigmatizza l’accaduto: “Ogni considerazione a riguardo non può che essere accompagnata da un profondo sentimento di tristezza ed amarezza. Bevilacqua ed il suo seguito rappresentano una parte ben precisa dell’Italia: quell’Italia di provincia, arretrata culturalmente, che ama sguazzare nell’ignoranza e nella mediocrità, molto lontano dai progressi che Paesi come l’Irlanda sono riusciti a realizzare. Spaventa, poi, che siano proprio i giovani ad essere i principali sostenitori di un manifesto che, lungi dall’essere politico, è solo trionfo del pregiudizio e della demagogia”.

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